Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /444

Ci voleva una forte scossa per farci uscire dal torpore in cui eravamo piombati in vista della fine dello scorso anno 2017 e che ci aveva accompagnato fino a ieri sera quando, scorrendo svogliatamente il web, siamo incappati in una foto di un pezzo postato dal suo autore che ci ha fatto sobbalzare. Attivati subito i nostri agenti segreti a l’Avana, in quattro e quattr’otto (nel senso che ci abbiamo lavorato quasi tutta la notte), abbiamo circoscritto l’area in cui il pezzo poteva essere stato esposto a un fazzoletto relativamente piccolo di questa immensa città che tutto il mondo ci invidia.

E stamane, poco prima dell’ora di pranzo, siamo stati raggiunti dalla notizia che il pezzo era stato trovato proprio lì dove avevamo giocato le nostre chance; ringraziato abbondantemente il nostro collaboratore, rapidamente e utilizzando una volta tanto il treno, abbiamo raggiunto la nostra meta.

E, ma non ci sarebbe stato nemmeno bisogno di dirlo,  non siamo nemmeno stati delusi dalle aspettative: il pezzo che stavamo cercando ci si è presentato in tutta la sua grandezza, e fisica (almeno 2 metri per 2) e emotiva.

Ah, dimenticavamo di citare il suo autore; è lui, è JBRock. E il pezzo è questo!

 

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E ora un po’ d’ambiente, ma non più di tanto:

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primissimo piano

omaggio all’autore

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