Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /448

Oggi abbiamo fatto un volo pindarico. Ci siamo immersi nel nostro libro “La street art romana attraverso i centri di aggregazione sociale” abbiamo aperto il capitolo relativo Al C.S.O.A La Strada, quello che inizia (nella seconda edizione quella edita da “Il Galeone“) a pagina 66 e abbiamo provveduto ad aggiornarlo. Sì, perché di recente, quello scrigno di opere d’arte si è arricchito di un nuovo pezzo. A realizzarlo è stato un giovane writer di origini lombarde ma romano di adozione, lui è Shemo; molte sue opere sono già passate attraverso l’obiettivo di FotografiaErrante, quando sovente si è soffermato a registrare le opere esposte sui cosiddetti “Muri Liberi” della Capitale.

Il pezzo realizzato sulla mastodontica terrazza del Centro Sociale ci presenta lo spaccato di un celebre (culturalmente parlando) film di Kassovitz girato nel 1995 in bianco e nero ed ambientato nella Banlieue di Parigi. Stranamente o, forse, non stranamente ci è tornato in mente un film di nicchia del 2010, ambientato nella nostra estrema periferia, a Corviale; il titolo è “Et in terra pax” di due registi emergenti: Matteo Betrugno e Daniele Coluccini.

Il film di Kassovitz da titolo “La Haine” (“l’odio” in italiano) è ricco di citazioni/omaggi al mondo del cinema; una per tutte, la frase “le monde est a nous” detta da Said è la trasformazione della celebre “le monde est a vous” detta da Al Pacino nel celebre “Scarface”.

Saliamo ora sul tetto per vederci da vicino questo bel pezzo che già avevamo registrato (vedasi foto di copertina) da una stradina strategica di Garbatella, una di quelle che finiscono in una scalinata, in discesa per giunta!

il pezzo

E come amiamo fare abitualmente, analizziamo il pezzo, e da vicino e da lontano:

      

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