Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /449

Nuovo contatto, questa sera, con il progetto GRAart. Nel tunnel artificiale che dalla via Flaminia, si inforca dirigendosi verso il Labaro, Solo ha realizzato un pezzo che presenta al mondo dei romani una mummia nostrana. Tutti sanno che le mummie sono una prerogativa egiziana, ma quasi nessuno sa che anche Roma vanta una mummia tutta sua, la cosiddetta Mummia di Grottarossa.

Lunga la storia di questo personaggio storico, ma noi cercheremo di raccontarla, oltre che con le immagini del pezzo strabiliante di Solo, anche con poche brevi parole.

Intorno alla metà degli anni sessanta del secolo scorso, in pieno boom economico accompagnato da una sfrenata speculazione edilizia che solo i palazzinari romani sanno mettere in pratica,  in località Grottarossa, zona nord di Roma, durante i lavori di scavo per la realizzazione di un edificio abitativo, fu trovato un sarcofago riccamente scolpito contenente il corpo di una bambina di circa 8 anni che per le particolari condizioni del terreno che la ospitava risultava ottimamente conservato. Ovviamente, il palazzinaro di turno, temendo il blocco dei lavori, si disfece della mummia gettandola in una discarica.

Il giorno successivo, un operaio, scoperto il corpo e pensato erroneamente ad un occultamento di cadavere moderno, fece intervenire la forza pubblica e avvenne che fu scoperto tutto il marchingegno messo in atto dal palazzinaro. Fu così recuperato anche il sarcofago (del secondo secolo dopo Cristo) sul quale era finemente scolpita la storia di Enea nonché l’allegoria della morte della bambina paragonata a un leoncino che viene strappato ai propri genitori. Il corpo era scortato da un corredo funebre di tutto rispetto, anello, collana e orecchini in purissimo oro, vasetti di ambra e una bambolina in avorio. Approposito di questo corredo funebre (peraltro tutto perfettamente rappresentato da Solo nel murale), gli studiosi hanno accertato che l’ambra provenisse dal baltico, l’avorio dallo Sri Lanka e l’abito indossato dalla bimba fosse stato realizzato con seta proveniente dalla Cina.

Il reperto è custodito, in atmosfera controllata, nei sotterranei blindati di Palazzo Massimo in compagnia della grande collezione di monete di Vittorio Emanuele III.

Vediamo ora come Solo ha immaginato fosse in origine il volto di quella giovinetta morta intorno al 150 dopo Cristo che i genitori, probabilmente seguaci di una religione egizia legata al culto di Isis, vollero fosse imbalsamata per darle l’immortalità nell’aldilà.

la mummia di Grottarossa

      

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