Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /453, ovvero Uragano TV-Boy

Ed eccoci finalmente a parlare dell’evento che ha catalizzato l’attenzione dell’opinione pubblica nel corso di quest’ultimo fine settimana. Nella notte fra il il 22 e il 23 scorsi (fra giovedì e venerdi), è entrato in azione il collettivo TV-Boy. Obiettivo, quello di tenere alta l’attenzione sulla convocazione per la mattina successiva, nelle nuove Camere del Parlamento Italiano finalizzata alla elezione dei rispettivi presidenti. E lo hanno fatto, loro del collettivo TV-Boy, affiggendo tre poster; due a carattere provocatorio, l’altro che con l’argomento non c’entrava nulla ma ne ha pagato dolorosamente le spese. Ma veniamo alla cronaca dettagliata della giornata.

Mentre ci accingiamo a passare un tranquillo venerdì, in ordinaria amministrazione e senza particolari impegni, verso le nove veniamo contattati da un informatissimo super-esperto di street art che ci avvisa della comparsa di due poster a sfondo politico che hanno come argomento, nientepopodimenoché, Salvini e Di Maio il primo e Giorgia Meloni il secondo. Anzi ci viene annunciata anche la comparsa di un terzo poster che raffigura il mito, anzi di più, l’ottavo Re di Roma: Francesco Totti. Quest’ultimo pezzo, ci dicono, ha un filo in comune con un analogo pezzo raffigurante il semplice calciatore Messi che è apparso qualche tempo fa a Barcellona. TV-Boy ha realizzato per par-condicio un Totti francescano portatore di pace (vedasi colombe) a seguito del sorteggio delle partite dei quarti di finale di Champions League che vedrà contrapposte le formazioni della Roma e del Barcelona.

Siamo anche sollecitati ad intervenire con celirità perché il nostro amico dice di averlo visto con i propri occhi come siano già mobilitate scientifica e vigili urbani.

Detto e fatto partiamo immediatamente alla volta del centro della città eterna. Al Rione S.Eustachio, in via dei Pianellari, troviamo il poster che raffigura la Meloni, ma non vogliamo scendre nei dettegli; meglio che l’osservatore li scopra direttamente:

“Giorgia Meloni” per Save the Children

nell’ambiente

Per la cronaca: del pezzo si perde traccia intorno a mezzogiorno; da noi accertato direttamente il perfetto distacco dalla parete espositiva, supponiamo ad opera di un esperto in accaparamento di opere di street art. Sicuramente in questo caso non c’è la mano del famigerato “decoro urbano” che comunque lo stava cercando disperatamente; ne siamo testimoni.

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Proseguiamo poi alla ricerca del secondo pezzo, quello più caldo, anzi…. scottante, che si trova in via del Colleggio Capranica, Rione Colonna. Una piccola sosta in via del Salvatore, ingresso laterale del Senato, stracolmo di giornalisti; scambiamo due parole con il nostro amico Diego Bianchi, alias Zoro, che ci consiglia di sbrigarci, se non vogliamo fare un buco nell’acqua. Ed eccoci in un batter d’occhi in via dell Collegio di Capranica, anche qui affollatissimo. Ecco il motivo:

      

Di Maio e Salvini che si scambiano un bacio alla moda di Breznev (famoso quello con Honecker), e lo fanno intelligentemente, vicino a una uscita di emergenza

primo piano

C’è una folla inverosimile a guardare (e non solo) questa provocatoria immagine che paventa un vero e proprio inciucio di potere fra i due schieramenti che avevano stravinto le recente elezioni politiche del nostro paese. Dalla simpaticissima troupe di “La 7”

      

      

      

ai passanti scanzonati

      

Ahì! Sì questa volta c’è proprio! Ecco il tristemente famoso “decoro urbano” che solerte, su ovvia disposizione del potere, si appresta a eliminare traccia di ogni nota stonata per il potere stesso. Che poi in questo caso è doppiamente interessato e coinvolto; si direbbe addirittura trattarsi di “conflitto di interessi”. Eccolo all’azione; fase 1: lancia getto acqua

      

      

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Di Maio prima, Salvini poi, cominciano a cedere

Ormai Salvini bacia solo il muro!

tutto sotto controllo

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Fase 2, si passa al raschietto:

      

in due è ancora meglio!

A questo punto, è troppo anche per noi; ce me andiamo sconsolato alla ricerca del terzo pezzo, quello raffigurante Totti, pensando che se l’AMA fosse così solerte ed efficiente nel pulire Roma (specie la periferia), la nostra amata città sarebbe come Cortina (da ‘n pezzo!). E lo troviamo in vicolo Savelli, proprio dove si appoggia a via del Governo Vecchio. Per gli intenditori, siamo nel rione Parione. Ecco il mito:

      

piano americano e primo piano

la parete espositiva

      

passaggi

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E come già preannunciato, non c’è Totti che tenga; schiaffeggiando l’intera cittadinanza, i burocrati capitolini, nella foga servile nella quale si erano ormai inzuppati come fa un biscotto immerso nel cappuccino, non si sono fermati nemmeno davanti a quello che è uno dei simboli della città eterna (chiamato non a caso l’ottavo re di Roma). Reo di essere stato dipinto dalla stessa mano che ha osato mettere in dubbio la purezza dei nostri futuri governanti, il povero Totti è stato fatto fuori in quattro e quattrotto. Ecco come era ridotto dopo alcune ore!

Sarà stato il decoro urbano? Mah!

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