Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /437

Il murale al giorno di oggi ci ha riportato, un fase di ripresa fotografica, al nostro passato dato ormai per sepolto. La visita al casello ferroviario Km. 9+311 (e 30 centimetri) della linea Roma-Viterbo ci ha catapultato improvvisamente alla fine del secolo scorso quando contribuimmo al raddoppio di quella che era una linea sgangherata, priva di trazione elettrica e a semplice binario. Quel tracciato ferroviario che si arrampica sulle pendici di Monte Mario, dopo il suo rinnovo, venne tombato; in gergo ferroviario significa che fu abbassata la sede dei binari e coperta con una galleria artificiale. Su quest’ultima poi vi furono realizzati una pista ciclo-pedonale e giardini costellati di giochi per bambini.

Una curiosità quella progressiva chilometrica segna ancora oggi la distanza esatta dalla stazione ferroviaria di Roma Trastevere, non però quella odierna, bensì quella che si trovava, oltre un secolo fa, in viale Trastevere, di fronte a piazza Ippolito Nievo; lì c’è ancora quello che una volta era il cosiddetto Fabbricato Viaggiatori che fu riconvertito, dopo la sparizione dei binari, in Istituto Sperimentale delle FS ed ora giace murato e abbandonato ad un infausto destino che sarà sicuramente quello di riconversione in un mostruoso Centro Commerciale o similare. Altra curiosità: a quei tempi la linea ferroviaria scavalcava il Tevere su un ponte che noi oggi siamo abituati ad attraversare spesso con le nostre automobili; lui è il cosiddetto “Ponte di Ferro” (ufficialmente Ponte dell’Industria) di via del Porto Fluviale.

Veniamo ora al motivo della nostra visita a quella ex casa cantoniera; sulle sue pareti esterne, perfettamente ristrutturate sono apparsi di recente tre pezzi di pregevole fattura, probabilmente voluti dalla dirigenza delle Ferrovie dello Stato e dalle associazioni di quartiere; vediamoceli insieme!

Il primo pezzo e un calligramma realizzato da Daniele Tozzi (aka Pepsy). Un cavallo alato, una costellazione del firmamento; magicamente realizzato con le lettere che compongono la frase “The man with no imagination has no wings” che tradotta letteralmente diventa “L’uomo senza immaginazione non ha le ali“; noi non conoscendo l’inglese prima di venire a conoscenza del suo significato l’avevamo immaginata così: “Solo se hai il coraggio di mettere le ali, potrai volare

il pezzo di Daniele Tozzi

Il secondo pezzo, una esplosione di colori. Abbiamo subito immaginato un arcobaleno (quello che proprio ieri pomeriggio sovrastava la zona) che stanco di starsene in cielo tutto da solo, ha deciso di scendere fra i bambini che frequentano la pista ciclabile che passa li di fianco. Lui grande com’è, si è dovuto comprimere su quel muro. Suo autore è Eliseo Sonnino.

il pezzo di Eliseo Sonnino

E veniamo al terzo pezzo; un affascinante volto femminile, quello di Akira, (ed ora lo leggiamo su Wiki!) un manga (e questo lo sappiamo che significa fumetto) di genere cyberpunk uscito dalla mente geniale di Katsuhiro Otomo,  fumettista, non che regista, giapponese. Questo elegantissimo murale che svetta sul lato nord della casa cantoniera è stato realizzato da Solo, l’interprete dei supereroi più umani dell’universo!

il pezzo di Solo

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Ed ora, come di consueto ci sollazziamo nel vederci l’ambiente espositivo, come i pezzi si legano, ed il passaggio più o meno frettoloso dell’elemento umano!

      

 due punti di vista

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piccoli ciclisti crescono

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passaggi

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