Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /542

Per il murale al giorno di oggi, siamo rientrati precipitosamente in città lasciando in sospeso attività che avevamo programmato da tempo e iniziato nei giorni scorsi. Non potevamo restarcene nei nostri luoghi ameni una volta saputo che il Gojo aveva finito il suo pezzo su quel muro scrostato all’inverosimile che sta all’estremo lembo del lungotevere chiamato “Riva Ostiense”, peraltro da noi già documentato nei tempi preistorici di “FotografiaErrante” perché custode di due pezzi, uno di Hitnes e l’altro di Hogre.

Beh, tra cotanta arte il pezzo di Gojo si affianca in uno spettacolo senza fine. Tutti sanno che questo artista quando realizza un pezzo non lo fa mai a caso; lui si documenta, studia e cerca di trarre una sintesi tra luoghi, storia e tradizioni.

Ecco che proprio lì sembra che sfociasse, prima dell’imbrigliamento delle acque da parte degli uomini civili, il torrente Almone; lui scendeva dai Castelli Romani da risorgiva del lago di Albano, affiancava nel suo tratto pianeggiante, la via Appia Antica nella valle della Caffarella e si buttava nel Tevere proprio dove Gojo ha realizzato il suo pezzo. Ora quelle acque, deviate dal loro corso naturale, non arrivano più al Tevere, oggi vengono usate per alimentare il depuratore Sud di Roma.

Il soggetto centrale del pezzo è la figura di Cibele, una divinità dalle origini asiatiche, adorata in Anatolia (l’odierna Turchia), che viene identificata dai Greci come la madre di tutti gli Dei; passa poi nella cultura religiosa di Roma e viene associata al culto della fertilità; lei, rappresentata con una corona turrita sul capo, sedeva su di un carro trainato da due leoni (soggiogati da Zeus e costretti a servirla per aver profanato un tempio a lei dedicato) ed era accompagnata dal suo fedelissimo compagno Attis. Qui le cose si complicano; pare che Attis fosse nato dallo sperma di Zeus caduto a terra mentre cercava di accoppiarsi con La Grande Madre, per l’appunto con Cibele.

Allora, l’Almone, che in latino significa fertile, rigoglioso vitale, ogni anno, nel periodo di inizi primavera, vedeva, alla sua foce nel Tevere, lo svolgersi del rito della Lavatio Matris Deum, dove una pietra nera che simboleggiava per l’appunto la dea Cibele, veniva colà portata in processione e lavata alle sue acque.

Tutta questo argomento tra storia e leggenda è stato magistralmente raffigurato da Gojo, nei suo pezzo che ora ci vediamo insieme.

il pezzo di Gojo
la dea Cibele

i leoni soggiogati a tirare il carro della dea. Notare come Gojo abbia sfruttato le vistose crepe nel muro per incastravi magistralmente le fauci delle belve.

Il tutto condito con flora e fauna che stanno a simboleggiare la fertilità del luogo.

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Il pezzo che abbiamo appena visto è stato realizzato nell’ambito del progetto culturale “Mart – Millennials a(r)t work” un laboratorio sull’arte delle nuove generazioni, che ha visto coinvolti un enorme numero di artisti dell’arte pittorica di strada, dal figurativo al graffito puro, dalla bomboletta, al pennello, al poster. Ma di tutto ciò avremo modo di parlarne più dettagliatamente nei prossimi giorni.

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il pezzo inserito nell’ambiente

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