Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /667

Il murale al giorno di oggi siamo andati a trovarlo a Torrespaccata, ex Zona XIII, oggi località del ben più ampio quartiere istituzionale Don Bosco, il XXIV dei 35 che costituiscono il territorio urbanizzato di Roma al di fuori delle Mura Aureliane; li dentro ci stanno invece 22 Rioni. Infine ci sono le Zone, quelle parti di Roma praticamente agricole, pochissimo urbanizzate, e loro in origine erano 59 (oggi in diminuzione). Perché diciamo questo su un articolo che dovrebbe parlare di arte ipercontemporanea di strada? Beh, semplice, per parlare un po’ di cultura del passato, infatti la toponomastica romana è una cosa seria; solo nella sua formalizzazione moderna risale al 1889. Basta questo per dare una bordata ai folli senza storia che stanno tramando per dividere la Città Eterna in qualcosa come 500 quartieri! Vade retro satana!!!

Ora però parliamo di cose interessanti. Su una colonna che sorregge un palazzo di Torrespaccata è apparso di recente un pezzo realizzato dal maestro Hogre; tutti i frequentatori del progetto “FotografiaErrante” conoscono bene questo artista, elemento di punta della stencil-art, precursore assoluto di quella branca del writing/street art che è definita come “Manifesto Antipubblicitario“, la Subvertising del mondo anglosassone, che ha lo scopo ben preciso di sovvertire il messaggio pubblicitario affisso per strada. In proposito qui, nel progetto “FotografiaErrante“, potete trovare ben 22 articoli sull’argomento.

E veniamo al pezzo; un semplice stencil monocromatico scimmiotta qualcosa di radicato nella nostra organizzazione sociale, e lo leggiamo a modo nostro. Anche in questo caso, la fa da padrona la pubblicità che spinge i possessori di animali domestici ad acquistare beni di consumo, specie alimentari, sempre più ricercati e sofisticati dai costi sempre più elevati. Ed ecco cosa fa Hogre: sceglie una famiglia, sempre più ridotta, per la quale i figli sono ormai superflui, che pur di stare al passo con la civiltà consumistica, ha scelto di adottare un animale domestico, una affettuosa cavalletta (tale ci è sembrata), per la quale si possono spendere soldi per scatolette e giochini vari.

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E ora, come nostra consolidata abitudine inseriamo l’opera nello spazio e ambientale e sociale del quartiere.

E ora, vista l’opposizione meteorologica in atto, una rara ma raffinatissima presenza!

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