Ed eccoci al primo articolo del nuovo anno, il 2026; e siamo al 13° anno di vita del progetto “FotografiaErrante“. Dobbiamo quindi festeggiare. E oggi lo facciamo per ben due volte; la prima perché è l’inizio del nuovo anno, fatto di tantissime promesse, tantissimi progetti, tantissimi obiettivi, tantissima bontà, tutti regolarmente disattesi al computo finale di fine anno! La seconda spinta a festeggiare è il fatto che dopo tanto tempo di silenzio, almeno in fatto di “madonne per ogni occasione“, si è rifatto vivo Ex Voto.
E si è rifatto vivo alla grande, infilando la lama direttamente nella ferita, per prendere posizione in maniera chiarissima sulla malefatta azione che pare sia stata messa in atto da chi ha in mano il potere per mettere in atto una speculazione vera e propria, ovviamente a danno della collettività, sul futuro dei vecchi mercati generali di via Ostiense.
Tutti, o almeno chi si interessa della gestione della cosa pubblica romana è al corrente dell’assegnazione, da parte del Comune di Roma, a un fondo di investimenti l’esecuzione dei lavori di riqualificazione della zona degli ex Mercati Generali di Ostiense. Il fondo godrebbe poi, per 60 (dico sessanta) anni, dei proventi derivanti dallo sfruttamento di quanto sarà realizzato.
Lo scopo primario è quello di realizzare uno studentato con annessi e connessi; ma viene segnalato, da parte di tutta una serie di associazioni nate dal basso, fatte principalmente da residenti e associazioni culturali che hanno attività in zona, che sia in atto nient’altro che la realizzazione di un alberghetto per studenti impaccati di soldi o per turisti. La compensazione per gli spazi destinati al pubblico poi, pare essere ridicola (compresa la parte sulle start up innovative), l’interesse pubblico è praticamente nullo. In merito sono in atto nel quartiere assemblee per informare e mettere sul “chi va là” la collettività.

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E’ sulla base di queste premesse, che si inserisce l’intervento di Ex Voto, che mobilita la Madonna del “Cottìo”, per sensibilizzare anche la gente distratta, quella che spesso dice che il problema non la tocca e che quindi facciano quello che gli pare; un po’ come quelli che non vanno a votare perché, anche se lo facessero, intanto non cambia nulla. Ecco, Ex Voto porta l’attenzione dei distratti che interessarsi alle problematiche relative la riqualificazione degli ex Mercati Generali, è come interessarsi a quello che si mangia, e, a maggior ragione a quello che non si potrà più mangiare.
Ma andiamo in ordine e iniziamo il nostro viaggio, un po’ fantastico, fatto di colpi di scena, di quelli che piace vivere a noi! Giorni fa, appare sul muro di un edificio degli ex Mercati Generali la Madonna del Cottìo, un poster realizzato da Ex Voto e, siccome siamo dotati di “Intelligenza spaziale (detta anche geografica)”, l’unica delle 10 disponibili sul mercato, individuiamo con certezza il sito espositivo.
Tutti felici della novità, dopo un paio di giorni ci rechiamo sul posto ma, ahimè, non troviamo alcuna traccia del poster e pensiamo che nottetempo sia stato vandalizzato. Rattristati ci voltiamo per tornarcene a casa, quando la nostra attenzione viene richiamata da un rifiuto cartaceo accartocciato che sta ammucchiato vicino al marciapiede.

E’ un attimo, lo raccogliamo e ci rendiamo conto che è bagnato, forse a causa della pioggia caduta abbondantemente nella notte, lo manipoliamo e ci rendiamo conto che si tratta proprio del poster di Ex Voto che stavamo cercando; è tutto appiccicoso, per evidente presenza di colla, e questo fatto ci conferma che siamo proprio di fronte a ciò che stavamo cercando. Come se si trattasse di una reliquia, lo apriamo, lo stendiamo, lo stiriamo delicatamente e poi lo appoggiamo, esponendolo al sole, a una piccola struttura di ferro e poi dentro il cofano della nostra autovettura


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A questo punto ci rendiamo conto che necessita un intervento dall’alto e quindi decidiamo di coinvolgere l’unica persona che potesse risolvere il problema alla radice: chiamiamo Ex Voto, sua maestà in persona, che nel giro di pochi minuti interviene e si mette all’opera. Ecco la nostra testimonianza!






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E finalmente possiamo gustarci il pezzo realizzato da Ex Voto

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Concentriamoci un attimo sulla didascalia del poster, che poi è l’argomento vero dell’opera.

Salva dalla privatizzazione ‘sto spazio e fallo diventà pure che mio
Ecco, Ex Voto fa propria la lotta dei cittadini che temono che gli Ex Mercati Generali cadano nelle mani della grande speculazione e cita il “Cottìo“; ma cosa era il Cottio? Ora cerchiamo di spiegarlo con poche parole, semplici, che così rimangono impresse nella mente di tutti.
Il Cottìo consisteva nella vendita all’asta, la notte dell’antivigilia di Natale, del pesce nei vari mercati della città di Roma. Pare che questa usanza risalisse al 17° secolo. siamo intorno al 1600 quando Roma stava definitivamente risorgendo dagli anni bui del Medio Evo e dopo il Rinascimento viveva il massimo splendore dal punto di vista artistico con l’avvento del Barocco che ebbe a Roma rappresentanti della stazza del Maderno, del Bernini, del Borromini.
Roma si stava rapidamente ripopolando e la vita era frizzante, la ricchezza la faceva da padrona, così come vi erano enormi sacche di povertà. La notte dell’antivigilia di Natale presso i mercati rionali il pesce veniva messo all’asta e, ovviamente, i pezzi migliori venivano facilmente conquistati dai ricchi ossia tutti coloro che vivevano nella cerchia clericale. Poi man mano che i pezzi migliori cadevano nelle mani dei soliti noti, i rilanci d’asta si facevano sempre più flebili e poteva accedere agli acquisti prima l’alta borghesia, poi la media e infine la piccola.
I poveracci, invece, restavano all’asciutto perché non avevano il denaro necessario per acquistare il pesce nemmeno quando il prezzo dell’asta crollava a valori bassissimi. Allora, la cosiddetta pietas cristiana andava in loro soccorso: tutto il pesce che era rimasto invenduto veniva fritto e utilizzando cartocci proprio come quelli che si fanno oggi con le caldarroste, la sera della vigilia di Natale veniva distribuito “aggratis” a quelli che non avevano potuto permettersi di acquistarlo.
L’usanza del Cottio nel 19° secolo fu condensata, su disposizione di Poi VII al mercato del pesce di via della Coppelle, con l’avvento dell’unità d’Italia fu spostata al mercato di piazza S.Teodoro e poi, nel 1927, divenne, di prassi, presso i nuovi Mercati Generali di via Ostiense. Solo nel Novecento avanzato, con la diffusione dei frigoriferi domestici e con la trasformazione dei ritmi cittadini, questa pratica cominciò a scomparire, fino a diventare memoria.
Curiosità: i battitori dell’asta del pesce i cui termini gergali erano comprensibili solo a loro, personaggi eletti, si chiamavano “Cottiatori“.
E già che ci siamo, diamoci anche alla poesia, quella romanesca ovviamente; e vediamo come il Belli trattò l’argomento:
Er cottivo
«È ffinito er cottivo?» «Ehée, da un pezzo».
«Ggià, pprezzettacci?» «Ma de che! mma indove!
Inzinenta, fratello, che nun piove,
la pesca è mmosscia, e nun ribbassa er prezzo».
«Sai c’hai da dí? cch’er popolo sc’è avvezzo.
Ma ebbè ddunque, di’ ssú: ddamme le nòve».
«Eh, ll’aliscette e la frittura a nnove:
li merluzzi e le trijje a ddiesci e mmezzo:
le linguattole e ’r rommo a ddu’ carlini:
a un papetto la spigola e ’r dentale;
e ssu sto tajjo l’antri pessci fini».
«E, ddi’ un po’, lo sturione quanto vale?»
«Ne sò vvenuti dua, ma ppiccinini,
e ssò iti in rigalo a un Cardinale».
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Torniamo ai comuni mortali; ah sì, stavamo parlando della “Madonna der Cottìo” esposta da Ex Voto. Lui l’ha riattaccata scrupolosamente e ora svetta nuovamente sulla parete esterna degli ex Mercati Generali di via Ostiense. Il maestro immortala l’opera con un ultimo scatto! E noi approfittiamo per gustarci il pezzo nell’ambiente espositivo.


