Per luoghi misteriosi /154

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Torniamo dopo in anno esatto a visitare questo bellissimo sito abbandonato; si tratta dell’ormai atelier del maestro Orgh, conosciuto dai più anche con il meritato nome di Orghone che nel gergo sta ad indicare che siamo in presenza di un vero e proprio numero Uno, un faro del writing; un’avanguardia della ricerca artistica che non si ferma mai e si evolve così rapidamente che fai fatica a stargli dietro. In merito a questo nostro giudizio, vi invitiamo a scorrere sul progetto “FotografiaErrante” gli articoli che presentano sue opere e vi renderete subito conto che i suoi pezzi, man mano che trascorre il tempo, sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, sia se si parli di forme del lettering, sia che si esaminino le tonalità dei colori, sia che si tratti di puppets.

I suoi esercizi calligrafici si sono trasformati, giorno dopo giorno, da semplici evoluzioni di lettere alfabetiche sviluppate secondo caratteri arabeggianti, in vere e proprie astronavi che galleggiano nello spazio e che assumono via via, l’aspetto di scarafaggi, crostacei, animali preistorici, mostri metallici con capo e coda armati di cannoni con tanto di caricatori a nastro.

Arriviamo nel sito e, cercando ciò che stiamo cercando, incappiamo inizialmente in un pezzo di Orgh, realizzato, ci sembra, nel 2023 e sempre sfuggito alle nostre ricerche; non esitiamo a presentarvelo!

Pezzo realizzato con spray argenteo, difficilissimo da fotografare perché in grado di emettere fastidiosi ritorni di luce; ma questa volta siamo stati fortunati perché di riflessi non ce ne sono stati. Ora presenteremo altri tre pezzi realizzati da Orghone nel corso degli ultimi tempi e vedremo confermato quanto abbiamo esposto prima; le sue astronavi ormai stanno assumendo forme squadrate che si sovrappongono una davanti all’altra; i caratteri letterali perdono le volute arabe e assumono spigoli e spessori meccanici; sembra di stare in presenza di quelle arroganti automobili cinesi viste da chilometri di altezza. Iniziamo dall’ultimo pezzo realizzato dal maestro pochissimi giorni fa:

Da notare che la parola “Weapons“, Armi in inglese, è stata scritta ripetendo le lettere, una grande e una piccola, vicine fra loro: “WwEeAaPpOoNnSs“. Un vero e proprio incubo per chi, come noi, trova difficilissimo decifrare anche semplici esercizi calligrafici dei writers.

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Saliamo ora ai piani superiori di questo misterioso edifico e andiamo a vederci il secondo pezzi realizzato da Orgh; entriamo in una stanza luminosissima; ci attende un pezzo che ci ricorda per colori, anche se più tenui, e lettering, il pezzo appena lasciato. Anche qui il maestro si è cimentato nel raddoppio letterale della parola “Weapons“!

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E ora scendiamo negli scantinati, livello autorimesse, e andiamo in uno stretto corridoio che circonda tutto l’edificio che era stato probabilmente realizzato al contempo, per isolare l’edificio dall’umidità dei terreni circostanti e per farvi correre tutti i servizi, idraulici, elettrici ed elettronici. Qui, in uno spazio di meno di due metri, abbiamo dovuto inventarci le peggio acrobazie per riuscire ad immortalare l’ultimo pezzo, per oggi, realizzato da Orgh. Eccolo!

E ora gustiamoci il pezzo inserito nello stretto ambiente che lo ospita!

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