Oggi andiamo dentro le Mura Alessandrine per gustarci un pezzo tridimensionale, o se preferite, tre pezzi che avvolgono un manufatto in lamiera, molto probabilmente contenente apparecchiature telefoniche.
Siamo andati in via Marmorata, Rione Testaccio, anch’esso molto frequentato dalle avanguardie culturali romane. Questo Rione si adatta meravigliosamente ad essere vetrina espositiva dell’arte ipercontemporanea; basta fare una passeggiata per le sue strade che si incrociano perpendicolarmente per trovare pezzi di tutto rispetto.
E qui in via Marmorata ci fermiamo per vedere cosa ha prodotto la mente creativa di Elia Novecento, assiduo frequentatore per progetto “FotografiaErrante“; proprio all’incrocio con via Galvani troviamo il suo “Three sided box”. Frontalmente ci appare il pezzo più grande!

E’ dato libero arbitrio all’osservatore di vedere nel pezzo ciò che l’immaginazione gli consiglia. C’è pure chi come noi non si accontenta di vedere una singola cosa, ma concentrandosi su particolari diversi, l’insieme assume connotati diversi. Due immagini principalmente prendono spazio nella nostra mente, dapprima un gatto in posa quasi egiziana; poi tre piccoli indecifrabili personaggi misteriosi da cui spiccano occhi sbarrati!
Lasciamo da parte le nostre elucubrazioni e spostiamoci sul marciapiede per gustarci i due piccoli pezzi laterali.


Anche qui possiamo far volare la nostra fantasia e rilevare la presenza di un giovane alieno, di una farfalla, di una tartaruga.
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E ora posizioniamoci proprio al centro di via Marmorata, dove una piccola isola costituente la fermata dei bus, diventa la nostra platea ideale per assistere allo spettacolo della vita cittadina; eh sì, perché l’arte di strada non avrebbe motivo di esistere se non ci fosse la costante presenza dell’elemento umano!




