Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /682

Oggi abbiamo vestito l’abito di un investigatore. Eh sì, ci siamo recati in Centro, dove finisce via Nazionale e, con la determinazione di un segugio, abbiamo fatto avanti e indietro, tra via IV Novembre e via della Cordonata. Cosa cercavamo, lo confessiamo, non lo sapevamo nemmeno noi; era evidente che andare lì, dopo quattro giorni, con la speranza di trovare tracce dei due poster esposti da Laika, fosse fuori luogo. Visto il carattere provocatorio dei pezzi che chiamavano in causa i vertici dello stato, nemmeno la persona più ottimista del mondo avrebbe preteso che fossero durati più un temporale estivo.

Ma eravamo determinati a trovare almeno qualche traccia, tipo pezzi di poster stracciati, pennellate di colla secca sui presunti muri espositivi, complici labili indizi derivanti dallo studio delle fotografie pubblicate sui quotidiani.

Abbiamo praticamente intervistato tutte le attività commerciali della zona, parte delle quali, tra l’altro, erano chiuse il giorno 8, data di esposizione dei pezzi. Per quanto riguarda il pezzo più scottante, quello che coinvolgeva direttamente la Presidente del Consiglio che stringe la mano al colono israeliano ritratto recentemente dalla copertina dell’Espresso mentre brutalizza e minaccia dei contadini palestinesi allontanandoli dalla loro terra, non siamo riusciti a trovare nessuna notizia, nonostante avessimo individuato, con una discreta certezza, il muro che, secondo il nostro parere, lo aveva sostenuto; chissà, forse qualche piccola omertà si è fatta strada.

Per quanto riguarda l’altro pezzo, quello che era apparso in via della Cordonata e che presentava simbolicamente la Giustizia messa sotto sequestro da due soldati dell’Idf (chiaro il riferimento all’aggressione al d’infuori di ogni regola internazionale della colonna navale di aiuti della Global Sumud Flotilla nelle acque internazionali a sud della Grecia a oltre 1600 chilometri di mare dalla striscia di Gaza), siamo riusciti invece ad avere qualche notizia; per ora possiamo passare una foto del pezzo che ci è stato gentilmente messa a disposizione di una gentilissima signorina che lavora presso una attività commerciale della zona.

E noi questa sera siamo orgogliosi di presentarla ai frequentatori del progetto culturale “FotografiaErrante“!

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E per ora, dal Rione Trevi è tutto, ma non abbassiamo del tutto il sipario. restiamo in attesa di sviluppi; e se saranno positivi, faremo sicuramente seguito!

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