Ed eccoci, quest’anno puntualissimi, a parlare di un evento ormai storico del writing romano, l’annuale raduno degli artisti ipercontemporanei impegnati anche, e meravigliosamente, politicamente.
Ricollegandoci all’introduzione da noi scritta nel settembre scorso per il precedente evento, purtroppo dobbiamo confermare tutto ciò che avevamo detto riguardo al brutto periodo culturale e storico che stiamo attraversano. Tutto continua in modo desolante; le guerre sono ancora all’ordine del giorno e sono, come dire, aumentate di numero e di intensità; in Europa continua l’aggressione del criminale PutinZar al popolo Ucraino, la Palestina è ormai ridotta a un cumulo di macerie e i pochi sopravvissuti all’aggressione dei nazisti.
Di questo ne avevamo già parlato e ne abbiamo fatto un brevissimo sunto; ora ci sono in giro altre due guerre; una scatenata da un pazzo furibondo contro un paese, il cui popolo è sotto il giogo di una malvagia tirannia religiosa, la Persia che comunque ha sulle spalle, quasi come noi Italiani, qualche migliaio di anni di storia. E questo il pazzo furioso non l’aveva messo in conto.
La seconda delle nuove guerre, guarda caso, è stata scatenata dal nazista di cui stavamo parlando prima; non contento di decimare i palestinesi, ora ha iniziato a bombardare anche il libano; e anche lì sta portando a termine un’altra carneficina.
Veniamo all’Italia; anche qui le cose con vanno per niente bene; gli asini che hanno conquistato il potere, grazie a quelli che, invece di andare a votare, vanno al mare, continuano a ragliare a spese dei lavoratori. E se ciò non bastasse si è affacciato sulla scena politica un emulo di mussolini che vuole ripetere la storia. Tutto ciò premesso, veniamo all’evento “Dans la Rue” di quest’anno. A differenza dello scorso anno quando il filo conduttore del raduno era stato il sostegno alla lotta di sopravvivenza del popolo Palestinese, stavolta il tema è libero; pertanto l’attenzione dei writers si è concentrata, salvo pochissime eccezioni, sull’esercizio calligrafico fatto ora di accostamenti di tonalità, ora di contrasti fra colori.
Arriviamo nel tardo pomeriggio di una giornata infuocata; ci siamo affidati alle previsioni del tempo per trovare una situazione ideale per fare scatti importanti e forse ci è andata bene; il sole è coperto dall’ombra del pini che sovrastano il muro libero e il cielo, opposto alla nostra posizione di scatto, è ricco di nubi; la situazione è quindi ideale perché i contrasti sono ridotti al minimo.


Questa volta ci siamo razionalmente organizzati e procederemo rigorosamente col presentare tutti i pezzi realizzati nel corso dell’evento, andando da sinistra verso destra, partendo ovviamente dallo spigolo del muro libero di piazzale Pino Pascali dal lato che poggia su viale Palmiro Togliatti.
Abbiamo poi diviso l’intero progetto in murate fittizie, cosi da rendere comunque comprensibile al frequentatore del progetto “FotografiaErrante” lo sviluppo del Muro Libero. Vedremo quindi una serie di pezzi accostati così come stanno veramente sul muro, poi passeremo a gustarceli singolarmente uno per uno.
Buona visione!

Ecco ora i singoli pezzi!





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E’ ora il momento di una murata nella murata; due pezzi letterali, che condividono forme calligrafiche e colori, uniti dal classico puppet intermedio.

Avviciniamoci!


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Passiamo ora alla terza porzione di muro.

Ed ecco i pezzo che la compongono:





Una particolarità: la scritta “Colli Aniene Boys” sopravvive tale e quale dalla murata dello scorso anno.
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Una buona partenza, vero? Ci vediamo domani per il seguito della narrazione!