Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /321

Restiamo anche oggi a Torpignattara, per la precisione a Villa Certosa, quello scampolo di casette basse costruite abusivamente a ridosso della stazione ferroviaria di Roma Casilina e solo da qualche anno fornite di rete fognaria. Lì, in largo dei Savorgnan, sul muro di una casetta che affaccia su un giardino incolto spicca un murale/ritratto di Ciro Principessa. Questo ragazzo era comunista (era iscritto alla Federazione Giovanile Comunista del PCI, aveva deciso di dedicare la sua vita  alla riqualificazione proprio di quella piccola zona del quartiere dimenticata da dio e dagli uomini, e all’allestimento di una biblioteca popolare di quartiere; vita che fu invece troncata nel 1979, quando lui aveva solo 23 anni, dalla mano omicida di un fascista: una coltellata al petto gli spezzò il cuore. L’omicida, complice il potere, se la cavò con una mite condanna solo parzialmente scontata, perché riconosciuto infermo di mente.

Il murale porta un auspicio: che quella piccola piazzetta venga dedicata proprio alla memoria di Ciro Principessa!

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il pezzo

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nell’ambiente

 

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