Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /365

Riprendiamo, dopo la breve pausa natalizia, le nostre scorribande per le vie della città più bella del mondo, nonostante i romani, alla ricerca di pezzi di arte popolare, dal basso, così come ci ha fatto pensare oggi colui che è argomento del nostro murale al giorno. Ci ha tenuto a dire che lui non è uno street artist e che la sua non è street art; per noi è quella che cerchiamo da sempre, arte prodotta dal basso, da colui che sente impellente il bisogno di trasmettere agli altri ciò che sente dentro di sé. Noi la chiamiamo street art perché la strada è il posto ideale dove la gente si libera da ruoli, schemi precostituiti, costrizioni, atteggiamenti assunti per occupare un ruolo nella società ed esprime liberamente il proprio io. Veniamo ora al pezzo, scovato a Certosa, piccola enclave del grande quartiere istituzionale Tuscolano, stretta fra la stazione di Roma Casilina e Torpignattara; siamo in Largo dei Savorgnan.

Il pezzo è sublime, il soggetto è uno dei personaggi più amati della cultura musicale di inizio del Terzo Millennio, Amy Jade Winehouse, artista che è stata capace di coinvolgere nel proprio progetto anche persone attempate che venivano dalla cultura rock degli anni 60/70. Lei è una del “Club of 27” cui solo i mostri sacri possono appartenere.

L’autore del pezzo si chiama No Art e oggi abbiamo scoperto che è anche l’autore del pezzo dedicato al martire Ciro Principessa (vedi Murale al giorno 321 del 13 settembre scorso)  che si trova nello stesso sito, proprio di fronte al pezzo che presentiamo questa sera.

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il pezzo

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il muro espositivo

Approfittiamo dell’occasione per presentare un altro pezzo di No Art, esposto poco lontano intorno agli inizi del Novembre scorso. Siamo in via Galeazzo Alessi,

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il pezzo

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il muro espositivo

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l’ambiente

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