Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /386

Sabato 25 marzo verrà festeggiato il Nawruz (anche Norouz o Newroz), la ricorrenza tradizionale dove il popolo curdo celebra il nuovo anno. Si tratta di una festa pre-islamista, sembra tragga origine nei tempi lontani, quando in Asia dominava la religione Zoroastriana, anche se alcuni ne fanno risalire l’origine a circa quindicimila anni fa. In questo ambito il popolo Curdo celebra Nawruz considerandolo una festa  popolare, non religiosa, alla stregua del capodanno occidentale. A Roma, uno dei punti di riferimento di questo popolo è nell’area dell’ex mattatoio di Testaccio, dove la numerosa comunità Curda cittadina ha un attivissimo punto di aggregazione. Lì, in vista proprio delle celebrazioni del nuovo anno, il maestro Aladin, peraltro inserendosi intelligentemente in un preesistente pezzo pittorico celebrativo dell’identità del popolo curdo, ha realizzato un murale in cui rende onore all’elemento che più identifica la lotta del popolo curdo per la conquista della propria libertà (ricordiamo che la popolazione curda è stimata, per difetto, in circa 30 milioni di unità e quindi sembra , anzi è effettivamente, la etnia al mondo più numerosa a non avere una patria): le donne combattenti, quelle che non hanno esitato ad imbracciare il fucile per difendere il popolo tutto e dalle aggressioni dei governi che occupano militarmente il Kurdistan, e dall’invasione oscurantista dei mercenari del cosiddetto stato islamico. Ecco il pezzo realizzato da Aladin

 

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Ora ci avviciniamo molto lentamente per studiarci nei minimi particolari l’opera

Passiamo alle tre componenti femminili del murale

      

Ecco ora i primi piani

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Da notare l’ammasso di tavole che sta di fronte al personaggio a sinistra del murale: serviranno, il giorno dei festeggiamenti, per la realizzazione di un falò purificatore e di buon auspicio.

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