Reportage da Ventotene /11

Continuiamo la nostra passeggiata virtuale sull’Isola di Ventotene; lasciamo la spiaggia di Cala Nave, percorrendo la salita che si snoda  lungo il canalone  dove un tempo c’era uno splendido campeggio che accoglieva  i giovani (compreso noi) della generazione dei fiori e della rivoluzione. Saliamo rapidamente in quota ed eccoci a percorrere le stradine del borgo di  Ventotene alla scoperta dei murales realizzati nell’ambito del progetto “Blue Flow“. Imbocchiamo via Ulivi, quella strada che percorre l’isola per tutta la sua lunghezza (circa due chilometri) e poco dopo, in corrispondenza del muro di recinzione del complesso scolastico, ecco il primo pezzo, è di Alessandra Carloni:

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E lì vicino, all’interno del recinto scolastico su di una parete ecco il secondo pezzo una festosa isola-balena; il suo autore è Emanuele Olives (blue Flow 2016):

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Riprendiamo la nostra passeggiata in via Ulivi, passiamo vicino al sito dove ci sono le famose cisterne romane che raccoglievano le acque piovane e raggiungiamo il punto più alto dell’isola dove c’è l’osservatorio ornitologico (l’isola è un notevole punto di incontro delle rotte migratorie dei volatili). Lì, proprio sulla parete, esposta a sud, dell’edificio che ospita l’osservatorio, c’è il prossimo pezzo, quello realizzato da Matteo Brogi:

il pezzo

il sito espositivo

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Andiamo ancora più avanti, percorriamo in quota il falsopiano che ci permette di osservare un panorama senza confini, a sinistra il mare che si perde all’orizzonte, a destra una massa blu cobalto (siamo con il sole alle spalle) incorniciata dalle cime lontani dei monti del basso Lazio, tra cui Mont’Orso e Vivola. Poco più in là, si staglia quella che sembra, ma non è, un’isola. Infatti è il monte Circeo; da qui sembra proprio che sia anch’esso circondato dal mare.

Intravvediamo ormai la fine della strada che, oltre due cancelli, su biforca e diventa una vera e propria mulattiera; probabilmente una delle due stradine raggiunge la sommità della punta ovest dell’isola dove c’è uno strapiombo di oltre cento metri che raggiunge direttamente il sottostante mare cristallino.

Subito dopo il circolo velico la nostra strada finisce in uno spiazzo dove parcheggiano gli ultimi avventurosi veicoli (pochi per fortuna) che si arrampicano fin quassù. Ecco il pezzo che cercavamo, è una splendida “Madonnella” realizzata dal maestro Ex Voto. E’ la madonna più azzeccata che si potesse inventare per questa isola, famosa anche per un prelibatissimo prodotto agricolo di nicchia. Ecco a voi la “Beata Madonna della Lenticchia di Ventotene, invitata a proteggere a a sfamare chi su quest’Isola vive e s’intrattiene“.

il pezzo di Ex Voto

      

l’ambiente

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Soddisfatti, ma non ancora sazi, riprendiamo la nostra passeggiata e torniamo rapidamente verso la nostra base logistica, rapidamente perché il tempo fugge e vogliamo gustarci il promettente rosso tramonto del sole oltre le altre isole dell’arcipelago Ponziano; raggiungiamo “Parata Grande” e gettiamo rapidamente il nostro sguardo verso nord-ovest e proprio dietro Zannone, il sole infuocato viene inghiottito dal mare infinito, mentre i gabbiani compiono meravigliose volute sul cielo sovrastante la nostra insenatura.

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Il nostro giro termina nell’area ai margini del borgo di Ventotene, in un piccolo largo dove tutti i lunedì si tiene il mercato e qui troviamo gli ultimi pezzi realizzati.

l’opera di Warios

     

le due pareti del manufatto

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due pezzi realizzati sulle pareti dei negozietti fissi del mercato; a sinistra Titti Fruhwirth a destra MacchieSuiVestiti

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E con il pezzo che presentiamo ora, che avevamo lasciato per ultimo giù al porto, vi diamo appuntamento al prossimo capitolo dell’evento Blue Flow che si terrà, lo speriamo, nella primavera del prossimo anno!

Alessandra Carloni

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