Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /508

Oggi si rende doveroso riprendere l’argomento affrontato ieri sera: la venuta a Roma di una/o misteriosa/o street artist (qualcuno ha pensato anche a un collettivo artistico) dalla bella Firenze, ad esporre, per le vie del centro storico pezzi raffiguranti donne “Superwoman”, icone della cultura del periodo che va dalla avanzata prima metà del novecento, diciamo ai giorni nostri (da Frida Kahlo alla Abramovic sconfinando con una Barbie da associare a una donna attualissima).

Si tratta di una idea realizzativa esclusivamente fiorentina progettata però per essere itinerante; ieri è toccato a Roma, chissà dove apparirà successivamente.

La motivazione di questa iniziativa trova un primo slancio nel cosiddetto “Ruzzo“; noi non conoscendo il fiorentino siamo andati a vedere la Treccani; lì c’è scritto “divertimento“. Quindi, la prima incontenibile motivazione che ha fatto da motore propulsivo a questo progetto è il divertimento nel fare una cosa; poi è venuta quella “S” sul petto delle dame che porta l’osservatore a riflettere sui superpoteri che albergano anche dentro di lui; l’occhiolino infine è quel segnale che coinvolge il viandante, un abboccamento, come per dire: vedi, anche tu puoi essere come me.

Fatta questa premessa doverosa, diamo subito la notizia mancante nell’articolo di ieri; ricordate, ci eravamo tacitamente impegnati a conoscere quale volto fosse scivolato via da quel muro dove avevamo trovato solo una macchia di colla rinsecchita, dove mani pruriginose avevano sottratto alla nostra vista il poster raffigurante…………, sì proprio lei, Anna Magnani. Ma non basta aver aver saputo di chi si trattasse, ne abbiamo infatti anche l’immagine.

Anna Magnani

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Però non è tutto! Supportati da due complici, uno logistico è uno esecutivo, questa mattina siamo prima venuti a conoscenza che, al contrario di quanto avevamo saputo in prima istanza, i pezzi esposti da #LeDiesis per le vie della Roma rinascimentale, non fossero cinque, bensì otto. Poi, dal ricevimento di questa notizia alla reale individuazione dei pezzi è bastato solo un po’ di impegno, rischiando di finire nuovamente inzuppati come dei pulcini.

Ed ecco ciò che abbiamo trovato per le strade del VII Rione di Roma, Regola, quello che si stende fra il Lungotevere e Corso Vittorio.

Lara Croft, personaggio immaginario nato come elemento di un videogioco, trasformatasi poi in soggetto di film e di fumetti
Eva Kant
Barbie

Per finire, spendiamo due parole su quest’ultimo personaggio: Barbie. Nello spirito del “Ruzzo”, dietro questa figura, l’autore/ice/i ha/hanno celato, di fatto. un altro personaggio molto seguito nelle cronache contemporanee, ovviamente nel mondo dei più giovani e alla moda. Coinvolgendo nel divertimento l’osservatore, lo si provoca chiedendogli di esprimersi sulla vera identità di questa Barbie. L’indizio fondamentale lo si trova sulla pagina instagram di LeDiesis (ma anche qui, volendo). Noi ci abbiamo provato, ora provateci voi!

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