Per luoghi misteriosi /53

Nuovo sito

Oggi andiamo all’esplorazione di un nuovo sito misterioso; si tratta di un edificio destinato probabilmente ad ospitare uffici o comunque istituti idonei ad accogliere una moltitudine di persone. Saloni immensi, finestrazione idonea a ricevere luce in abbondanza; scale di elevata capacità, un tetto terrazzato in grado di ospitare le apparecchiature atte al condizionamento degli ambienti sottostanti.

Per un edificio di nuova costruzione mai terminato, lo stato di messa in opera delle rifiniture è uno dei più avanzati che ci sia mai capitato di incontrare nel corso delle nostre scorribande alla ricerca di pezzi di arte ipercontemporanea; marmi e ringhiere ai gradini delle scale, intonaci perfetti, finestre complete con vetrature al 90% immacolate.

Nei sotterranei poi, e questo lo vedremo nel corso della prossima visita, che già siamo sicuri ci sarà, trovano ospitalità un sacco di utensili già pronti ad essere messi in sito, ai vari piani dell’edificio.

Il segreto dell’ottimo stato di conservazione di questo edificio è il controllo sistematico che ne viene fatto e l’eccessiva difficoltà che si incontra nell’accedere al suo interno.

Veniamo accolti dal un raffinato esercizio calligrafico che tutto fa pensare sia opera di Warios, una punta di diamante in tale stile!

Warios

Riflessi

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Saliamo al secondo piano; ci sono degli immensi saloni; su due lati contrapposti troviamo due improvvisate sale da pranzo/relax per gli operai un tempo dediti alla costruzione dell’edificio; tavoli rimediati e panche di tavole inchiodate alla meglio.

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E ora dedichiamoci ai quattro pezzo che vi sono stati realizzati; finora gli unici; segno che il sito è stato visitato una sola volta da writers pionieri.

Orgh

Ritroviamo ancora una volta il maestro Orgh, che da un po’ di tempo si è concentrato nella realizzazione di pezzi in siti abbandonati; sembra che l’atmosfera che vi si respira gli permetta di innestare una marcia in più al suo, già di per se, potentissimo motore artistico.

Qui frugando in uno scaffale, abbiamo trafugato alcuni progetti relativi al condizionamento dell’edificio e abbiamo smussato gli angoli.

Poi ci siamo avvicinati e abbiamo dato una lunga occhiata alla zona puppet del pezzo; Orgh riprende la sua ricerca nella realizzazione di flash incentrati su scene delle periferie urbane americane (vedasi in proposito “Il muro libero di via Luigi Chiarini /26 del 25 marzo scorso). Entriamo nel particolare.

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Adesso iniziamo la sfilata Warios; lui ha realizzato tre pezzi. Iniziamo dal primo, stranamente variopinto. Da tempo non eravamo più abituati.

Warios
nell’ambiente

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Ci spostiamo un po più in là e troviamo altri suoi due pezzi, questi sono classici, molto eleganti e tracciati solo con il colore nero.

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E ora, anche qui, facciamo coreografia!

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Eh sì, c’era pure il fantasma!

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