Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /570

Oggi ci siamo concessi una nuova pedalata salutare per combattere la psicosi da isolamento e in quattro e quattrotto ci siamo ritrovati a scorrazzare per il centro di questa città meravigliosa, un po’ sonnacchiosa in questo periodo in cui i locali pubblici sono chiusi, i turisti mancano e solo qualche persona si avventura per strada per portare a spasso il proprio cane.

E se sei una persona attenta a quello che ti ruota intorno, ti capita di fare incontri impossibili, come quello che è capitato a noi oggi. Siamo in una piazzetta del centro rinascimentale di questa perla che è Roma; ci sei passato migliaia di volte, ma vuoi la fretta, vuoi le moto parcheggiate, vuoi l’immondizia sparsa dappertutto, di capita che lì, in un angolo in basso, viva da anni, dico tanti anni, un pezzo strepitoso che non ti è mai capitato di vedere; per la precisione uno stencil d’epoca.

Bene oggi questo è accaduto, ci si è presentato d’improvviso quel pezzo che stava lì, a detta dei residenti, da almeno una decina di anni. Siamo in piazza Pollarola, al Rione Parione, imperatore di ben due delle piazze più famose al mondo: Piazza Navona e Campo de’ Fiori. Sgranate gli occhi!

il pezzo di Hogre

Sta in un angoletto su una lastra di travertino che i benpensanti ora si affanneranno a capire se sia o meno un reperto archeologico. Complice quel vaso con pianta esotica che noi abbiamo provveduto a spostare ché ne copriva parzialmente la vista, ci era sempre sfuggito.

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relax

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