Sulle sponde del Liri /7

Alla spedizione nella cartiera abbandonata, il 27 settembre c’era anche Jerico, street artist giovanissimo, poco più che ventenne; stile originale e personalissimo il suo; la sua prerogativa principale che poi lo ha reso famoso (tutti ricordano l’opera da lui dipinta al Palladium, storico teatro di Garbatella, in occasione delle celebrazioni per i 25 anni dalla caduta del muro di Berlino) è realizzare volti inquieti, carichi di drammaticità espressa e dai lineamenti e dagli accostamenti di colori, varie sfumature, di volta in volta, del grigio o del viola o del rosso o del marrone. Come sale espositive ha scelto spesso ambienti dismessi dall’uomo che conservano però il fascino e la storia del passato, dalle porte sbarrate di vecchi cinema di periferia al centro commerciale mai nato ed entrato nel degrado prima di essere terminato e per l’appunto un in buio ambiente della nostra cartiera abbandonata probabilmente una volta usato per lo stoccaggio delle sode sbiancati. Ecco l’opera realizzata da Jerico:

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Qui di seguito alcuni momenti della fase realizzativa dell’opera:

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La rapidità  da parte di Jerico nel comporre un’immagine è ormai proverbiale nell’ambiente della street art romana, il suo colpo d’occhio è immediato, lui non deve mai tornare su una pennellata; si limita solo ad aggiungere sfumature di colore che crea al momento per dare profondità e drammaticità a ciò che sta realizzando. Eccolo quindi che si sposta da un punto all’altro della cartiera e lascia il segno!

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“nascita di un occhio”

Presentiamo infine alcune opere minori realizzate da Jerico, sempre nella cartiera abbandonata:

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