Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /302

Giorni fa siamo andati in un posto abbandonato. Sì, ma non come si potrebbe pensare, una fabbrica, un edificio, bensì un parco, di quelli per i quali quando fu realizzato sicuramente non si badò alle spese, ma i soldi probabilmente furono elargiti a fiumi: attrezzature per ginnastica, un capo di calcetto, in campo di palla a volo, fontanelle, panchine a non finire. Tutto oggi, ma probabilmente da allora, abbandonato al massimo del degrado, con erba alta almeno un metro. Giusto noi ed un podista avventuriero abbiamo sfidato l’ignoto e ci siamo addentrati fra le sterpaglie ed i rovi che ormai hanno preso il sopravvento. Li, su un muretto che protegge un rilevato su cui giace un palazzone di tipo sovietico, abbiamo trovato un pezzo dello street artist Aladin che aggiunge,  nel degrado del posto, una pungente visione del degrado culturale che impera nella nostra società.

Il pezzo realizzato dal Maestro Aladin ha fatto da sfondo al video della nuova canzone del gruppo musicale “Serpe in seno“; se lo volete vedere quest è il link:  https://www.youtube.com/watch?v=6HDEVh_1_Gs

Siamo nella estrema periferia sud di Roma, in un agglomerato nato negli anni settanta del secolo scorso, quando l’urbanizzazione pubblica, in contrapposizione all’assalto dei palazzinari senza scrupoli, sperimentava soluzioni astratte strizzando l’occhio ai paesi dell’est. Al parco si accede da via Filippo Tommaso Marinetti.

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il pezzo di Aladin

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nell’ambiente

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