Reportage dal Belgio /1

Con questo articolo iniziamo un viaggio attraverso la street art belga. Non abbiamo motivazioni particolari, dal punto di vista culturale ed artistico, in merito alla nostra scelta di porre il Belgio al centro della nostra attenzione. In tal caso, molto probabilmente, avremmo dovuto visitare Berlino, Londra, o magari, molte città degli Stati Uniti. Abbiamo scelto il Belgio, e badate bene, il Belgio e non solo Bruxelles, perché grandi legami affettivi ci hanno portato, ci portano e, speriamo, ci porteranno spesso in questo paese. Il fatto che si tratti di uno stato relativamente piccolo, che i collegamenti ferroviari siano strepitosi e che viaggiare in treno, almeno nei fine settimana, costi pochissimo, ci permetterà di visitare, oltre Bruxelles, nostra centrale operativa, anche le tante splendide città della Vallonia e delle Fiandre.

Ovviamente iniziamo dalla capitale. Se fossimo stati dei normali turisti comunque interessati alla street art, ci saremmo recati all’ufficio del turismo, avremmo preso la mappa della street art ed avremmo iniziato il giro dalla Grande Place e ci saremmo andati a vedere i tanti murales istituzionali realizzati sulle pareti cieche delle tante “Maison” che aggrappate le une alle altre, formano i vari “isolati” della città Capitale, quella indicativamente comprende oltre che Bruxelles, anche i comuni a essa attaccati, sì veri e propri comuni che sono separati tra loro da una strada o da un canale, come a Roma avviene per i Municipi. Stiamo parlando di Ixelles, Etterbeek, Molenbeek, Saint-Gilles, Schaerbeek, Saint-Josse-ten-Noode e Anderlecht. Noi, invece, che siamo molto attenti a tutti gli aspetti e a tutte le sfaccettature che questo enorme fenomeno artistico e culturale presenta, abbiamo preferito andare dove ci portava l’istinto; abbiamo passeggiato, in lungo e in largo, per i grandi viali che attraversano la città e per le piccole strade che si infilano dentro i vari quartieri di bruxelles, ognuno noto per una sua peculiare caratteristica, dalla cucina al folclore, dallo shopping alle birrerie (strepitosa quella di Cantillon Brewery ad Anderlecht), dai monumenti alle vetrine a luci rosse. Abbiamo quindi incontrato sia i cosiddetti pezzi istituzionali che quelli spontanei, realizzati abusivamente; inutile dire, anzi inutile esprimere un giudizio qualitativo sugli uni e sugli altri; tutti sono importanti e tutti hanno in comune il fatto di destare la curiosità della gente.

pezzo di Ezbai Rue de Naples

un po’ d’ambiente

poster di Combo in Place della Justice

      

un po’ di arte viaggiante

poster di Snem (dietro la Grande Place)

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Frank Pé      –    pezzi istituzionali nell’ambiente     –     Francis Carin

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rue du Lombard

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Siamo giunti in prossimità della gare du Midì; il muro di contenimento dei binari è una vera e propria tavolozza. Iniziamo con tre immagini che rendono pienamente l’importanza del sito; domani continueremo con la stessa musica!

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