Reportage dal Belgio /7

Torniamo al nostro reportage sulla street art belga. Dopo sei giorni passati nel cuore di Bruxelles Capitale, il settimo ci imbarchiamo sul treno diretto a Gent, elegante ed importante centro delle Fiandre Orientali (ne è il capoluogo) allo scopo di passare una giornata in un luogo molto diverso da quelli che noi frequentiamo, specie per il fatto che quella cittadina è letteralmente in mano ai ciclisti, come d’altronde tutte le Fiandre. Usciamo velocemente da Bruxelles Midi e ci immergiamo in una campagna sconfinata fatta di eleganti campi, tutti verdi di ogni possibile sfumatura che componga questo colore. Ogni tanto ci appare un casolare, tutti perfettamente manutenuti, testimonianza questa che il mestiere di contadino, in Belgio, ancora lo si fa.

Alla prima stazione di fermata il treno rallenta e, oltre le prime case, scorgiamo, poco lontano, dei capannoni industriali completamente ricoperti di veri e propri affreschi. Senza pensarci due volte, rinviando la nostra visita a Gent a tempi migliori, azzuffiamo il nostro zaino e guadagniamo rapidamente l’uscita e scendiamo, ad Aalst, come leggeremo nella tabella posta sul marciapiede di arrivo. Con l’aiuto di google maps, in pochissimo tempo arriviamo alla nostra meta, dei capannoni dove c’è un po’ di tutto: depositi di merci più disparate, locali che il venerdì sera si animano per far passare ai giovani qualche ora in allegria, sedi di associazioni. E qui non sappiamo proprio da dove cominciare: su tutte le pareti di ogni capannone, lunghe all’incirca una trentina di metri e alte, pensiamo, almeno sei, ci sono dei pezzi stratosferici che ci fanno pensare che la nostra scelta di scendere rapidamente dal treno sia stata veramente azzeccata. Iniziamo quindi la nostra visita!

“Masquerade”

      

      

particolari

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“A Clockwork red”

particolare

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“It’s a Clown’s life”

      

      

      

      

particolari

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Una breve pausa e domani proseguiremo la nostra visita in questo paradiso di colori!

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