Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /445

Il murale al giorno di oggi lo siamo andati a scovare (e mai parola fu più appropriata) in un luogo recondito della immensa geografia romana. Si tratta di un pezzo realizzato da Gojo, che ci ha ormai abituato a delle sortite solitarie di enorme effetto, ovviamente per le l’intensità del pezzo prodotto.

Quello che presenteremo qui di seguito si rifà alla mitologia romana antica, a quel periodo in cui le culture italiche indigene del primo millennio avanti Cristo, un po’ preistoriche, incontrano le più progredite civiltà provenienti dall’oriente prossimo, Grecia e penisola turca. Parliamo di Portunus (il suo nome in latino arcaico spicca sotto il murale), il “genio della navigazione fluviale”, quasi un dio, protettore dei porti, in senso lato, con riferimento a qualsiasi passaggio, sia esso un porto, la foce di un fiume, una porta o un qualsiasi passaggio, da qui il nome pertugio (proprio da portunus) che indica una piccola apertura. Gli studiosi di cose antiche ritengono che la nascita questo personaggio mitologico risalga addirittura al periodo in cui gli antenati dei Latini vivevano sulle palafitte.

E Gojo ci rappresenta Portunus col colore delle acque, sei dita alla mani, a cavallo di uno spumeggiante delfino scortato dal suo piccolo, proprio alla foce del fiume che lui protegge.

Portunus, che sembra avere tra le mani uno scudiscio fiammenggiante

Da notare come l’artista abbia letteralmente domato quel recalcitrante muro fatto di blocchetti di tufo esposto a muffe e rigori invernali.

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Andiamo ora a vederci il pezzo nei particolari, iniziando proprio da quella ruota di carro che si nota a destra e che sembra collegare fra loro i due delfini

Sulla ruota è scolpita una cantilena; si tratta dell’attacco dell'”Inno del Popolo Rom” che così recita in lingua “romani“: “Gelem, gelem, lungone dromensa. Maladilem bakhtale Romensa” (tradotto in italiano dice così: “Sono andato, sono andato per lunghe strade. Ho incontrato Rom felici“.

L’inno dei Rom scritto dopo la seconda guerra mondiale dal musicista Jarko Jovanovic canta anche il Porajmos, l’analogo della Shoah per gli ebrei, lo sterminio scientifico perpetrato dai nazisti ai danni delle etnie Rom e Sinti.

Ed ecco infine altri tre incontri ravvicinati con il pezzo di Gojo:

      

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