Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /458

La ricerca del murale al giorno di oggi 27 aprile ci ha portato dentro le mura aureliane, nel Rione Esquilino. Lì c’è la vecchia sede dell’INPDAP, l’ex istituto di previdenza degli statali, oggi inglobato all’interno dell’INPS. Questo immenso edificio, a suo tempo abbandonato miseramente ad un infausto destino segnato dalla becera speculazione palazzinara, per ora è invece diventato una realtà occupativa dove hanno trovato alloggio una moltitudine di senza tetto, in buona parte migranti, che amministrano diligentemente lo stabile in completa autogestione. Negli interrati ha poi trovato posto anche lo Spin Time Labs, uno splendido spazio sociale autogestito, conservatore di un gran numero di pezzi di arte ipercontemporanea che noi abbiamo documentato con ben nove articoli passati nel progetto FotografiaErrante e con un intero capitolo nel nostro libro “La street art romana attraverso i centri di aggregazione sociale” edito dal “Il Galeone“.

Torniamo ora all’oggetto del nostro articolo; alla confluenza delle due strade che costeggiano questo palazzone, via di Santa Croce in Gerusalemme e via Statilia, su di una colonna di quello che era l’ingresso principale dell’edificio, è apparso, da qualche giorno, un poster di Aloha, uno degli artisti più eleganti del panorama della street art romana. Lui, molto attento alle tematiche LGTB, ci mostra un bellissimo eccentrico e stravagante angelo, che, probabilmente stanco della monotonia del paradiso, attraverso un immaginario buco spazio-temporale cerca di fuggire per tornarsene (probabilmente) sulla terra; e dove arriva? Ovviamente dove c’è qualcuno che è costretto a vivere, guarda caso, ai margini della società:

E proprio dietro quella grande colonna c’è l’angelo fuggiasco

il pezzo di Aloha

E ora due immagini di ambiente

      

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