Per luoghi misteriosi /31

Ed eccoci questa serea parlare del luogo cui avevamo accennato nell’articolo precedente della stessa serie. Mentre eravamo in viaggio di trasferimento per raggiungere l’ultimo sito abbandonato visitato, abbiamo notato ai margini della strada che stavamo percorrendo, questo cancello.

Nulla di più provocatorio poteva presentarsi al cospetto di qualcuno che sta alla costante ricerca sia del nuovo che del passato. Visto e fatto; abbiamo accostato il nostro calesse a quest’ingresso e siamo andati veloci verso quel vecchio casale che si scorgeva laggiù. Un viale di pini marittimi altissimi, di cui pochi sopravvissuti, la maggior parte a terra secchi o sradicati dai venti invernali e, alla fine, un piccolo complesso di due caseggiati a due piani e una stalla.

La stalla ci attira immediatamente presentandoci due pezzi dei soliti noti, eccoli.

Robof e La Franz

Andiamo nel dettaglio

Oltre a questi due pezzi, nella piccola dependance che visitiamo ora troviamo un solo altro pezzo, abbastanza lugubre

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Uscendo, di fronte a noi ecco quella che doveva essere, senza dubbio, la casa padronale; sotto le cantine/dispense dove c’è uno spettacolare pavimento di maioliche

sopra, attraverso la scala che, nella prossima immagine si vede a sinistra, si arriva su di un terrazzo sul quale si affaccia, a ferro di cavallo, tutto il piano superiore.

Saliamo ed entriamo dentro una stanza, la prima che ci capita

e poi ecco la cucina

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Ce ne torniamo sui nostri passi e ripercorriamo il viale semialberato per tornare al cancello di ingresso. E qui incontriamo il casolare che doveva essere la residenza del fattore del Proprietario dell’altra casa. Lì non si entra, tutto sprangato e i pini incombono minacciosamente

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