Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /491

Il murale al giorno di oggi siamo andati a scovarlo in una zona del XXVI quartiere toponomastico di Roma, l’Appio Pignatelli, per la precisione al mercato di via Menofilo al IV miglio. C’eravamo capitati per caso tanto tempo fa e vi incontrammo Diavù che supportato da Jim Avignon……. alt!, facciamo una pausa di riflessione.

Ricorderete tutti Jim Avignon, colui che dopo la nascita del progetto M.U.Ro. venne a realizzare uno splendido murale in una delle vie storiche del Quadraro, via dei Pisoni. Si tratta di uno splendido omaggio ad Amedeo Modigliani ed è tuttora visibile nel sito in tutta la sua bellezza. Per chi non avesse tempo di recarsi al Quadraro, è sufficiente cercare, nel progetto “FotografiaErrante” l’articolo “Viaggio attraverso il Quadraro /3” dell’ormai lontano 19 Aprile 2014.

Ciò precisato, riprendiamo il nostro reportage dal mercato di via Menofilo. Quando andammo il lavoro era proprio all’inizio; ecco gli scatti di allora.

Il sito espositivo è un piccolo manufatto, a un solo piano, all’interno del mercato che, in fase di ristrutturazione e trasformazione da semplice mercato rionale in vero e proprio centro aggregativo di zona, dovrebbe ospitare tutta una serie di servizi per la collettività di Quarto Miglio. Sul fronte centrale, le sue dimensioni sono ragguardevoli, siamo intorno alla trentina di metri, il lato minore invece è striminzito (e in questo caso si nota ancora di più), siamo intorno ai 5, massimo 6 metri. Qualche giorno dopo, beccammo poi Diavù che se ne stava realizzando il suo pezzo personale su uno dei due lati minori.

Dall’ultima immagine, riusciamo a scorgere che il pezzo realizzato da Diavù è una allegoria di due delle strade antiche di Roma che lambivano la zona e, guarda caso, erano le più famose e importanti di tutto l’Impero Romano.

La prima è l’Appia, qui rappresentata come un legionario del periodo repubblicano; strada senza curve, era famosa per essere, in qualsiasi situazione si esaminasse, il percorso più breve per mettere in comunicazione due punti della stessa. Fu costruita inizialmente per permettere un rapido trasferimento degli eserciti romani, ma subito dopo divenne l'”aorta” dei commerci verso tutti i territori del Mediterraneo; dopo la caduta dell’Impero Romano è rimasta attiva fino ai giorni nostri e ha visto, a cavallo di decimo, undicesimo e dodicesimo secolo, il passaggio degli eserciti diretti in Medio Oriente per liberare la Terra Santa, nonché dei pellegrini a seguito.

L’altra strada, che nella zona si avvicinava fortemente alla via Appia era la via Latina, rappresentata nel pezzo di Diavù da una Matrona Romana di epoca Sabina che accarezza con un gesto plateale la sua avversaria apparentemente più concreta di lei, ma sicuramente più giovane. Per alcuni storici la via Latina, che da Roma raggiungeva Capua, venne realizzata addirittura in epoca preistorica e sembra che gli Etruschi la utilizzassero per raggiungere, per l’appunto Capua per colonizzarla.

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Questo è quanto verificammo a suo tempo. Oggi finalmente siamo riusciti a tornare in quel mercato e a registrare, a bocce ferme, tutto ciò che era stato realizzato.

Iniziamo il report dalla presentazione del muro centrale, quello lunghissimo; anch’esso è un’allegoria: della nostra immensa città; si parte da sinistra che rappresenta il centro e si arriva verso destra alla sconfinata campagna che ancora oggi la circonda e dove fino a relativamente pochi anni fa si produceva tutto ciò che era necessario alla sopravvivenza dei suoi abitanti.

Alla realizzazione di questo pezzo hanno partecipato Diavù, Jim Avignon e gli studenti della Bottega d’Arte del Progetto M.U.Ro.

ecco il pezzo inserito nell’ambiente

Ed ora una rapida carrellata sui particolari più significatavi della murata che vogliono rappresentare, almeno in qualche caso, i realizzatori della stessa.

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A questo punto è il momento di andarci a vedere l’altro lato minore dell’edificio dove c’è il pezzo realizzato da Jim Avignon. Qui l’artista, dedica sfacciatamente l’opera a un altro grande artista italiano: De Chirico. Qualcuno dice che abbia voluto rappresentare i frequentatori del mercato associandoli metafisicamente ai monumenti della zona (Cecilia Metella, Villa dei Quintili, acquedotti…). Ecco il pezzo.

Jim Avignon

Un quadro colossale e qui di seguito, l’ambiente espositivo

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Chiudiamo il servizio andando quindi a vedere, sul lato opposto, anche il pezzo finito di Diavù, di cui abbiamo già parlato abbondantemente; eccolo!

Diavù
l’ambiente espositivo

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