Per luoghi misteriosi /68

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Oggi si è resa necessaria una nostra quarta visita al vecchio deposito alimentare abbandonato con qualche ben di dio dimenticata nella fretta di svignarsela quando venne chiuso una decina di anni fa.

Il motivo ovviamente è banale; gli altolocati maestri del writing romano hanno degnamente festeggiato l’inizio del duemilaventi andando a realizzarvi una decina di pezzi, degni di stare in un museo di arte ipercontemporanea.

Nostro compito quindi è presentare ai frequentatori del progetto “FotografiaErrante” tutti i nuovi pezzi realizzati.

Entriamo come al solito percorrendo un viottoletto fra piccole canne di bambù, peraltro condiviso con una gentile signorina; attraversiamo il cortile di un altro sito abbandonato, questo banale, e poi scavalchiamo un piccolo muretto di recinzione appoggiandoci a piccoli alberelli che ci fanno da miracoloso appoggio. Appena di là, bastano quattro passi per entrare nel prima immenso capannone; già scorgiamo un nuovo pezzo, è di Muge.

Muge

poco più in là ecco un altro pezzo nuovo.

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Cambiamo ambiente, andiamo nel terzo salone, un po’ più piccolo degli altri due; anche qui c’è roba nuova.

Howenil pezzo da lui chiamato Exential 2
ovviamente ci riserviamo di trovare il numero 1
Orgh

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Ci guardiamo intorno e non si vede più nulla di nuovo ma mancano all’appello altri pezzi; ci armiamo quindi di pazienza e cerchiamo, e siccome chi cerca trova, anche noi alla fine veniamo premiati. Troviamo una scala, tutta il legno, di quelle di rappresentanza, la saliamo; arriviamo al piano di sopra e ecco che si apre un lunghissimo corridoi sul quale si affacciamo un numero impressionante di stanze; quasi tutta dove lavoravano gli impiegati, poi qualcuna della dirigenza della società e infine una grande sala riunioni con anche una pedana rialzata, dalla quale magari parlava il boss quando riuniva i suoi collaboratori.

E proprio qui troviamo due pezzi che si fanno compagnia.

Muge
Orgh

angolazioni

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Passiamo ora in un’altra stanza. Qui addirittura tre pezzi; di artisti già ospitati nel sito (vedasi articolo 60). Eccoli!

Marcy
Shemo
Atyom

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Andiamo ora a sbirciare nella stanza della segretaria del direttore megagalattico, forse troviamo qualcosa; e troviamo proprio una sorpresa, un altro pezzo, dal verde chiaro al verde scuro, passando per l’acqua marina.

“Nynas” di Nina

Toh, il sito comincia ad affollarsi!

e l’ultimo chiuda la porta, grazie!

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