Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /564

Continua il lifting di Garbatella, storico quartiere romano, dove Pasolini ambientò uno dei suoi migliori romanzi; vuole giungere ai festeggiamenti del suo centenario in gran forma, di aspetto giovanile.

Dopo il pezzo realistico (il ritratto di Enrico Mancini, eroe della resistenza trucidato dai nazisti alle Fosse Ardeatine) dipinto recentemente da Francesco Pogliaghi, apprezzatissimo writer conosciuto come “Shemo“, oggi è la volta di un pezzo che esalta il concetto di armonia, carico di pathos, realizzato da un dei più famosi artisti che quando si esprime su grandi superfici, quali sono i muri dei palazzi delle nostre città, da il massimo di se stesso.

Lui è Luis Gomez de Teran, da giovane un writer duro; il suo pezzo, doppio, due mani, due mani destre, che sembra vogliano staccarsi dal muro; una viene trattenuta da un grande chiodo conficcato poco sotto il polso, fra radio e ulna; esprime il concetto di sofferenza. l’altra che dispensa fiori dalla ferita è il simbolo della rinascita.

L’evento si inquadra nel progetto “Muri Sicuri“, quarta edizione, iniziativa dell’associazione delle guide turistiche di Roma che dal 2016 raccoglie fondi da destinare alla ricostruzione dei paesi terremotati dell’Italia Centrale; nello specifico evento i fondi raccolti saranno destinati a Prata d’Ansidonia, piccolo comune abruzzese pesantemente danneggiato dal terremoto del 2009.

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Arriviamo in pieno impegno di Gomez; riusciamo a intravvederlo appena lassù, dentro al cesto, mentre è intento a realizzare il suo pezzo.

Aspettiamo pazientemente che ruoti quel cesto dentro il quale si trova e….

eccolo concentrato nella sua creatività

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Lo lasciamo lavorare; torniamo il giorno dopo, ci possiamo muovere liberamente; facciamo uno scatto impossibile.

il pezzo di Gomez

Prendiamo poi due posizioni strategiche e registriamo separatamente i due componenti dell’opera.

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E ora inquadriamo il pezzo nell’ambiente.

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