Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /607

Oggi parliamo di diritti civili. L’occasione ce l’ha data un poster apparso sui muri di Trastevere. Tale poster si è addirittura replicato per ben tre volte, con una matrice comune: il sostegno espositivo in tutti e tre i casi è stato una finestra cieca realizzata in fase di edificazione dello stabile interessato per dare armonia alle architetture. L’argomento trattato è quanto meno un po’ controverso. L’autore già passato sulle pagine di FotografiaErrante, Nemea, porta all’attenzione della gente comune il Sex Worker, termine inglese che identifica l’azione di movimenti transnazionali che lottano per i diritti di lavoratori/rici del sesso.

Il termine Sex Worker è entrato da poco anche nel lessico italiano e viene ormai comunemente impiegato in riferimento alle azioni politiche e dimostrative di questi movimenti; meno frequentemente è usato, e solo nel linguaggio giornalistico, come sinonimo di prostituta. Questo secondo uso è poi utilizzato comunemente in ambienti militanti per i diritti delle donne e delle persone LGTB.

Diversa la situazione nei paesi anglofoni, dove già da almeno 50 anni il termine Sex Wotker si è imposto nel linguaggio comune per indicare i lavoratori/rici del sesso come accezione priva della caratterizzazione negativa dei termini puttana o prostituta.

C’è da dire che anche gli ambienti più progressisti sono molto divisi sulla questione dei lavoratori e delle lavoratrici del sesso: da una parte, alcuni ritengono che la prostituzione sia un lavoro come un altro e che in quanto tale vada permesso, ma allo stesso tempo regolamentato e tutelato. Altri invece vedono nella prostituzione un qualcosa di degradante per coloro che la esercitano e ritengono perciò che vada fortemente limitato se non proibito.

Iniziamo quindi una passeggiata per i vicoli di Trastevere alla ricerca di questo significativo poster. Una menzione particolare va a Nemea, street artist molto attento e impegnato alle problematiche civili, che ci ha spinto a muoverci.

Partiamo da Viale Trastevere, imbocchiamo via della Lungaretta e ce ne andiamo in via della Cisterna, proprio vicino a quella stupenda fontana detta “della Botte“, ecco il poster, semi nascosto dal tronco dell’albero che in estate con la sua chioma incorona la fontana stessa.

spostiamoci per vedere meglio il pezzo.

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Ora ci muoviamo in direzione di S.Maria in Trastevere, attraversiamo la piazza, imbocchiamo via della Paglia, poi via della Scala per raggiungere vicolo del Cedro. Qui dove si costeggia l’alto muro di recinzione dell’Alberghiero Vincenzo Gioberti troviamo di nuovo il pezzo che si affaccia da una parete rosso bordò.

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La terza finestra che accoglie il pezzo di Nemea impieghiamo un po’ per trovarla, complice anche una ripida scalinata che da vicolo del cedro ci porta prima in via Garibaldi e poi in via Mameli. E proprio qui c’è l’epilogo della nostra passeggiata.

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