Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /317

Siamo giunti con ansia alla seconda parte del report dei pezzi realizzati nell’ambito dalla festa della birra artigianale “Fermento” che si è tenuta nei giorni scorsi all’ex Mattatoio di Testaccio, nell’area di pertinenza dell'”Altra Economia”.

Il Foro Boario di Testaccio (con questo nome era conosciuto negli ambienti della Roma che contava, tanto, tanto tempo fa), era il luogo del mercato del bestiame che poi veniva avviato verso la macellazione. Era il luogo dove si potevano ammirare tra l’altro splendidi bovini destinati a produrre carne per le tavole dei ricchi romani; al popolino erano riservati i bocconi allora ritenuti meno prelibati, gli scarti, che si potevano acquistare con pochi bajocchi: frattaglie, trippa, fegato, pajata.

Quale poteva esser quindi l’argomento trattato da Gojo se non quello relativo ai bovini? Infatti nel suo pezzo, realizzato con soli due colori ed una infinità di sfumature che solo lui sa esprimere magistralmente con la bomboletta,  ci sono Tori, eleganti, quasi umani, grandi, infinitamente grandi che il pannello predisposto non è stato in grado di contenere e le corna se ne sono andate sul muro retrostante. In simbiosi, espressi con colore nero, una moltitudine di altri esseri che erano di casa al mattatoio. Ecco il pezzo!

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C’era poi Warios, che ha dato mostra della sua arte calligrafica affrescando quattro facce di un cubo improvvisato montato su quattro tavole:

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Nel corso della serata c’è stato poi un piccolo incidente: un distratto ed alticcio personaggio ha travolto con la sua mole il cubo riducendolo a mal partito. Noi però siamo riusciti a recuperare le quattro facce, le abbiamo poggiate dove possibile e le abbiamo immortalate; eccole!

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E’ ora la volta del pezzo realizzato da Beetroot con la sua inconfondibile tecnica dell’utensile rotante che se ne va alla ricerca del colore opportuno su una stratificazione per l’appunto di colori precedentemente preparata.

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l’artista al lavoro

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l’ambiente

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E finiamo il nostro report con la presentazione del pezzo calligrafico realizzato da Zoto:

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l’artista all’opera

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il pezzo

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