Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /524

Per trovare argomenti per il murale al giorno di questa sera, siamo andati in un posto particolare, una casa bellissima, con tanto di giardino. Qui verranno ospitate persone vittime di violenze perpetrate da chicchessia (specialmente familiari e compagni di vita) nei loro confronti, violenze fisiche e psicologiche, usate per soggiogare la loro personalità.

Lo scopo di questa nostra visita è stato quello di dare un piccolo contributo personale alla messa in moto delle attività del Centro Antiviolenza; e lo abbiamo fatto con quello che eravamo capaci di fare: abbiamo scattato qualche fotografia nel corso della presentazione ufficiale alle istituzioni che si serviranno del centro stesso disponendo l’ospitalità di soggetti protetti.

Poi il caso ha voluto che un gruppo di street artist di fosse reso disponibile per realizzare nel sito dei pezzi al fine di renderlo più accogliente, più radioso. E allora abbiamo avuto anche l’occasione di raccogliere, per l’appunto, materiale di prim’ordine da presentare ai frequentatori del progetto FotografiaErrante.

Il primo pezzo che presentiamo e che è quello che si vede appena si accede all’area di pertinenza di questa casa, è stato realizzato dallo street artist romano più impegnato nella difesa dei diritti del mondo LGTB. I suoi pezzi, normalmente esposti nottetempo in giro per i muri della città, hanno la caratteristica di attrarre, come il miele gli orsi, l’attenzione del viandante; la schiettezza del messaggio attraverso l’immagine variopinta giunge come un uppercut allo stomaco e come un lampo al cervello dell’osservatore.

Nel caso del pezzo qui realizzato da lui, sì stiamo parlando di Aloha, andiamo un po controcorrente; sul muro, ad accogliere chi entrerà in questa Casa, e lo farà sentire a suo agio, protetto, è un meraviglioso solare bambino; lui si chiama “Baby Hero” e sembra che per modello sia stato utilizzato un paziente bimbo livornese con trucco di Spiderman.

Baby Hero by Aloha
incorniciato nel portichetto di ingresso

Ora ci avviciniamo per gustarci qualche particolare.

Ed ecco la dimostrazione di quanto il pezzo abbia colpito.

ma chi sarà quel personaggio misterioso!?

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Nella sala di accoglienza un messaggio di benvenuto, scritto con un elegante calligrafia araba; l’autrice è Chimp.

“Benvenuta tra noi. La mia casa è la tua casa”
il muro che ospita il pezzo di Chimp

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Il terzo pezzo sta al piano superiore; lì c’è una stanza che sarà adibita a luogo di ascolto e riflessione; e qui per realizzarvi il pezzo più luminoso del mondo, capace di mettere a proprio agio anche la persona più triste, è stata chiamata l’artista più solare del mondo dell’avanguardia artistica romana, Tina Loiodice.

il suo pezzo!

Ed è il caso di dire che l’abbiamo beccata al lavoro, ecco la testimonianza!

primissimo piano
il visitatore incredulo

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Era presente all’evento anche un altro street artist; lui però aveva il gravoso compito di garantire la perfetta riuscita dell’evento e quindi non si è potuto dedicare alla realizzazione di un pezzo. Tra l’espletamento di un impegno e l’altro ha comunque prodotto singoli piccoli stencil che sono andati letteralmente a ruba tra gli invitati. Eccolo all’opera!

Gojo all’opera

Mani d’oro!

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Non è finito! Nel corso del nostro girovagare per la casa a fotografare gli ospiti abbiamo trovato quello che potremmo definire, se fosse stato un gioiello, un cammeo; visto che è un piccolo pezzo, molto elegante e significativo, invece lo diciamo un gioiello!

Si tratta di un piccolo Jolli Roger, emblema tipico dei pirati. Se fosse come quello che siamo abituati a vedere nei film lo accosteremmo inequivocabilmente all’immagine della morte; qui invece, con tutti i colori dell’arcobaleno, ci viene subito l’idea di accostarlo a una gioiosa banda di ragazzini spensierati che cercano di ritrovare la loro fanciullezza.

W i pirati di Aloha

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