Il luogo per la molitura del frumento /22

Ed eccoci, come peraltro già programmato, a visitare per il terzo giorno consecutivo l’ormai famoso Molino fuori servizio da circa 12 anni, divenuto, con il passare del tempo, da una parte deposito di materiali per l’edilizia e discarica incontrollata sempre di residui delle lavorazioni edili e dall’altra un vero e proprio laboratorio d’arte ipecontemporanea dove writer e sperimentatori della pittura, diciamo più istituzionale, si cimentano per esprimere il meglio delle loro doti pittoriche.

Anche questo appuntamento tratta dell’opera di Mauro Sgarbi perchè, come già avevamo detto ieri nel presentare il suo pezzo, ce n’era già pronto un secondo. Anche questo è da inserire nel suo nuovo filone sperimentale dell’artista, quello della percezione del movimento di un’opera rigidamente ferma quale un dipinto realizzato su di un muro.

Le sue pennellate ricorrenti e circolari, una contrastante per forma e per colore dall’altra, danno all’osservatore la sensazione di percepire aggraziati movimenti delle ballerine, suoi soggetti prediletti; un po’ come i fotografi dotati di una certa sensibilità che cercano di dare tridimensionalità a una fotografia, che per antonomasia è piatta, inserendo soggetti su piani diversi che, all’osservatore impreparato, sembrano essere un disturbo al contesto fotografato.

Eccoci quindi a raccontare il secondo pezzi che Mauro Sgarbi ha realizzato nella giornata di domenica.

si inizia sotto lo sguardo vigile di Oscar

pian piano il pezzo prende dimensione, colori e movimento.

Ed eccoci alla firma.

Ecco, qualche ritocco e ci siamo!

Siamo pronti per lo scatto finale?

eh, no, qui c’è troppo movimento!

E finalmente!

il pezzo di Mauro Sgarbi

particolari

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