Il lettering del viadotto Giovanni Gronchi /4

Per oggi mettiamo un attimo da parte le campane di Torpignattara per iniziare un altro reportage; sì, perchè mentre a Torpignattara gli street artist del momento sfogavano la loro arte sui contenitori per la raccolta differenziata del vetro, i nonnetti del writing, quelli che con zelo pionieristico, prima dell’avvento del terzo millennio, in maniera del tutto illegale cominciavano a segnalare la loro presenza con tag e timidi graffiti su muri dei quartieri a ridosso del centro storico e sui muri lungo le linee ferroviarie che entrano in città, si erano dati convegno al muro libero del viadotto Gronchi, zona contesa fra i due quartieri di Montesacro per rinverdire ricordi, oliare le giunture e realizzare una memorabile murata, la Old but still Gold Jam 2019.

Alcuni writers di quella generazione, ma beninteso nessuno di quelli che domenica scorsa ha partecipato alla realizzazione della murata che questa sera inizieremo a narrare, cominciarono a scavalcare le recinzioni dei depositi ferroviari e delle stazioni più grandi, dove di notte sostavano i treni per essere puliti dalle ditte specializzate, e iniziarono a dipingere i loro folli puppet sulle fiancate delle vetture che poi sfrecciavano lungo tutte le linee d’Italia.

Ricordate quelle vetture dal triste colore grigio o ancor peggio dal quel tristissimo colore rosso buio e grigio chiaro che prendevano vita sotto il lavorio fatto con bombolette di smalto coloratissimo, sotto una pressione di varie atmosfere, e che si compravano nelle ferramenta?

Bando ai ricordi ed eccoci a narrare di quanto è stato realizzato domenica l’altra! Erano passati ben due anni e mezzo dalla nostra ultima visita a questo muro libero, la nostra poco assidua frequenza è strettamente dovuta al fatto che, rispetto alle nostre zone, si trovi proprio fuori mano; lo abbiamo trovato trasandato come sempre; qui i graffiti vivono molto, i colori perdono rapidamente vigore, oltre che per le insidie del tempo e delle intemperie, anche a causa della enorme quantità di smog rilasciato nell’aria dalle migliaia di automobili che sfrecciano giorno e notte su questa enorme strada a scorrimento veloce.

Al nostro arrivo abbiamo trovato un intenso andirivieni di persone a noi sconosciute, i writers attempati, che prendevano possesso degli spazi loro assegnati dalla ferrea organizzazione. Abbiamo fatto qualche scatto di sfuggita; nel tardo pomeriggio poi abbiamo registrato i pezzi realizzati. Infine ci siamo ritornati successivamente per cogliere il frutto dei ritardatari! Un servizio completo insomma, ma l’evento meritava!

Diamo inizio alle danze!

Nove e Dable
Rape
Sette
TB e Kren all’opera
Tutti insieme!

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Un attimo di respiro e ci reimmergiamo nel mare di graffiti!

ecco i loro pezzi finiti

insieme sul muro

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Poi abbiamo beccato Heman che si era presentato alla reunion organizzatissimo con tanto di bici-canguro.

Heman at work
il suo pezzo

e poi

Fetz
Artan
in sequenza

Arrivederci alla prossima puntata; abbiamo ancora tanti, ma tanti pezzi!

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