Per muri liberi /14

Rispolveriamo, dopo oltre un anno, la rubrica “muri liberi” per andarci a vedere la grande murata che annualmente viene realizzata per festeggiare il compleanno della Graff Dream, il più grande magazzino romano di approvvigionamento per writers e artisti del colore in genere.

Questa volta, 12dicesimo compleanno, la murata, come vedremo si è fatta in tre e si è trasferita su un immenso muro libero che sta a Torbellamonaca, in via Domenico Parasacchi, dove c’è un grande parcheggio.

Ci siamo arrivati il pomeriggio dell’ultima domenica dello scorso mese quando infuriava un tempaccio, vento, freddo e spesso c’era anche il valore aggiunto di una pioggia noiosa.

Ma imperterriti i partecipanti stavano lì e lavoravano sodo per non farsi cogliere impreparati dalle tenebre incombenti.

Abbiamo beccato, fra i tanti:

Vela

Howen
Zofe, che realizzava il pezzo insieme a Illus

Ma stiamo poco, fa un freddo cane; salutiamo tutti e ce ne andiamo a casa, ripromettendoci di tornare a bocce ferme, magari quando c’è un bel sole che spacca le pietre.

Sulla via del ritorno, percorrendo le strade desolate di Tor Vergata, passiamo vicino a un sottopasso viario da film del terrore; una strada sbarrata da un guard-rail, che, illuminatissima da una potente luce spettrale diffusa da centinaia di lampade affiancate, si immerge sotto terra e (esperienza dell’anno 2000) sottopassa, tutta in galleria, viale Oxford per fare una inversione a U. Una trovata costata probabilmente miliardi (almeno 5), usata solo per qualche giorno e poi chiusa probabilmente per mancanza delle più elementari regole di sicurezza. La nostra attenzione viene stimolata dalla presenza di un graffito bianco che risalta su quel muro pieno di muschio e acqua sporca. Ci fermiamo, scavalchiamo il guard-rail e ci incamminiamo. Appena giunti in prossimità del graffito, sentiamo voci spettrali venire su da quella galleria e ci rendiamo conto che il luogo è presenziato chissà da chi. Di corsa miriamo, puntiamo e fuoco!

uno spettacolare Blunt

In rapida sequenza, ci giriamo e iniziamo a correre verso l’uscita, ed ecco che ci si presenta un altro pezzo. Anche qui, chiudiamo gli occhi e spariamo, questa volta con mano malferma; ed ecco il risultato.

un tremolante Soren

Ora non ci ferma più nessuno, quattro salti ed eccoci in macchina, si torna a casa. Ah, per i pezzi della murata Graff, appuntamento al prossimo articolo, anzi due!

*in copertina: Ozee e Cina al lavoro

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