Per luoghi misteriosi /95

Articoli precedenti interessanti il sito visitato: Reportage dal Salumificio abbandonato (23 novembre 2015) – 92, 93, 94

Ed eccoci al quarto e ultimo appuntamento, almeno fino a quando tutto ciò che ci ruota intorno si sarà normalizzato e potremo tornarci in forze, con la visita effettuata al grande salumificio abbandonato da ormai una quindicina di anni.

In ordine abbiamo già visto i pezzi conservati nei magazzini, nei locali addetti alla clientela in genere, nonché quelli che stanno nei locali di stagionatura del prodotto lavorato; ieri per ultimo è stato passato in rivista il sotterraneo adibito ai vari processi di macellazione e oggi saliamo le scale e ci andiamo a vedere i locali, immensi e tramezzati semplicemente con pannelli in cartongesso dove c’era il nucleo attivo della fabbrica; dove veniva lavorato il prodotto macellato e ne uscivano fuori salumi, mortadelle, lonze, coppe, e prosciutto, tanto prosciutto. E poi salsicce, cotechini, pancetta, arrotolata e spianata, quella per fare carbonara, e poi ancora il guanciale per fare l’amatriciana. Basta, ci sta venendo l’acquolina in bocca!

Salita la prima rampa di scale arriviamo al primo piano che ha avuto la sfortuna di essere stato invaso da un incendio; le pareti sono tutte nere. Già nell’articolo del 2015 presentammo l’unica opera (del 2014) che allora era presente su un dei muri; se non la ricordate eccola!

Iork

Ora c’è qualcosa in più, andiamo!

Bone
Andy Candy
Porno

E proprio dietro quella parete, una decina di scatoloni con dentro una sola cosa, ma ricorrente:

E poi ancora, dove le fiamme erano divenute deboli

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Archiviato il primo piano, saliamo a secondo e poi ancora più su. Il pezzo che al secondo piano la fa da padrone è una murata a tre con quarto in angolo.

Cquta, Porno, Bone e a dx si intravvede Bicazzo Monopalla

Passiamoli in rivista.

Cquta
Bicazzo Monopalla – fermo non muoverti!!!

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Terzo piano, qui una moltitudine di pezzi; le pareti sono bianche, il sole entra minaccioso da ogni fessura; il nostro lavoro si fa arduo.

Per cogliere decentemente alcune immagini dobbiamo ricorrere a tutti i segreti del mestiere, compreso la ricerca di pannelli da inserire nei vani delle finestre per impedire che la luce spari contro i pezzi.

Bicazzo Monopalla

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E ora anche un po’ di storia; le prossime due immagini si riferiscono allo stesso pezzo, c’è una sola particolarità: fra loro passano la bellezza di quattro anni e mezzo. Il pezzo è di Ozer.

E poi ancora.

Veniamo distratti da un altro gruppo di scatoloni; ci intriga scoprire cosa contengono.

Etichette per prosciutti; ce ne sono migliaia

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Ormai abbiamo perso l’orientamento; dalla luce che filtra nella rampa delle scale, realizziamo che siamo arrivati all’ultimo piano, forse il quinto. Anche qui non rimaniamo delusi; tanti pezzi. Questo è il primo che incontriamo.

Hero nella Crew 47

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E con questo è tutto, o quasi. Scendiamo rapidamente le scale; facciamo il percorso a ritroso; quando passiamo vicino al padiglione magazzini e ci troviamo due pezzi davanti; non li avevamo visti perché nel percorso di andata avevamo mostrato loro sempre le spalle.

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