Per luoghi misteriosi /116

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Ieri siamo andati in visita al vecchio deposito alimentare tenuto sott’occhio ormai da oltre un anno. Qui, dove una volta venivano prima stipate e poi distribuite capillarmente ai negozi della catena tonnellate di generi alimentari; c’era pure, ai piani superiori la mente dell’azienda, dove solerti impiegati oliavano perfettamente la macchina distributiva dell’azienda.

Poi subentrò la crisi, intorno al 2007 ci si accorse di aver fatto il passo più lungo della gamba e, al fine di correre ai ripari prima che tutto fosse travolto, si tagliarono alcuni rami, quelli più meridionali diciamo; e fu così che in quattro e quattrotto questo immenso deposito fu chiuso. Quasi tutte le derrate furono smaltite, ma non proprio tutte; se aveste l’occasione di entrare potreste incontrare facilmente pacchi di omogenizzati, cartoni di tavernello, scatoloni di scatole di cacao e così via. E non diciamo esagerazioni, basta fare un viaggi a ritroso e andarsi a vedere gli articoli a riferimento.

Nemmeno la documentazione amministrativa cartacea fu completamente trasferita; molte scartoffie giacciono ancora lì, al piano impiegatizio, dentro gli appositi contenitori, o abbandonati a terra. Oggi passandoci abbiamo trovato un sacco di buoni pasto risalenti proprio al periodo dell’abbandono del sito, 2007 e 2008. Ecco un piccolo significativo saggio.

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Entriamo nel primo salone; qui troviamo un pezzo prodotto da una associazione temporanea di street artist. Si tratta di Muge e Yest. Un esercizio calligrafico orientale realizzato da Muge che sembra essere prodotto dalle mani di un focoso maestro, anch’esso orientale, di sushi realizzato da Yest.

Muge e Yest

E veniamo al momento strettamente culturale dell’evento. Il secondo ospite d’onore è il sommo poeta di strada romano; quello che con le sue brevi poesie, ci emoziona quando che ne andiamo a spasso per le strade della Roma bella. Lui è Er Pinto, e abbiamo registrato ben tre suoi bei pensieri in versi che abbiamo fissato in due immagini; eccole!

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Entriamo nel terzo salone di questo immenso deposito e troviamo altri due pezzi.

Muge e Nina

Ovviamente ci posizioniamo frontalmente per vedere singolarmente i due pezzi.

perché non apriamo quel portone e facciamo entrare un po di luce?

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