Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /602

Oggi FotografiaErrante si trasferisce eccezionalmente dentro quattro mura (con tanto di storia) per parlare di un evento culturale e sociale tra i più elevati. Si tratta dell’evento “Lucha y Crea“, una mostra di opere realizzate dalla punta di diamante dell’arte “iper”contemporanea, gli artisti emergenti che si esprimono per mezzo dei canali espositivi underground e alternativi.

Andiamo insieme in via Lucio Sestio, in quella che era, tanti ma tanti anni fa, la stazione di Cecafumo, che stava sulla linea ferroviaria Roma Laziali – Castelli Romani, gestita dalla allora STFER; stiamo parlando del periodo anteguerra. Non esisteva quello che ora è l’immenso quartiere di Cinecittà; c’erano solo poche case sotto Porta Furba e, tre chilometri oltre, erano in costruzione gli stabilimenti cinematografici.

Questo edificio fuori dal tempo è la Casa delle Donne “Lucha y Siesta” un positivo esperimento culturale, politico e sociale che offre accoglienza a tutte le donne che ne hanno necessità.

In questo edificio sono disponibili oltre dieci stanze per accogliere donne e minori in difficoltà, ed è attivo un centro di psicologia per assistere donne reduci da situazioni di violenza.

Ci asteniamo dal commentare la bieca e ottusa mente delle istituzioni che vogliono mettere in difficoltà l’attività di questo centro, minacciando il suo sgombero con una pretesa fuori da ogni logica sensata di mandare all’asta l’immobile per fare cassa.

Proprio per dare una concreta mano alle donne che operano in questa struttura, diversi artisti hanno messo a disposizione una loro opera per dare vita a una mostra mercato, il cui ricavato sarà oggetto di finanziamento di varie attività della Casa delle Donne stessa.

La mostra sarà aperta fino a questa sera; quindi chi non lo ha fatto, si affretti ad andare a visitarla; previa prenotazione ovviamente. I riferimenti si trovano agevolmente sulla pagina FB di Lucha y Siesta.

Solo per chi non potrà visitarla, presentiamo qui una carrellata esaustiva dei pezzi lì in mostra.

Si entra da un cancello su via Lucio Sestio, a pochissimi passi da via Tuscolana, fermata metro A.

l’edificio che ospita la Casa delle Donne
lissù si legge “STFER Sottostazione Elettrica”

All’esterno i primi pezzi realizzati sulle porte di alcuni piccoli locali di servizio dell’allora stazione.

Rita Petruccioli

Dopo questo aperitivo artistico, entriamo nella sala espositiva vera e propria; prima diamo un’occhiata di qua e di là.

Ora passiamo a vederci i pezzi uno per uno;

pezzo a sei mani: Gojo, Marta Quercioli e Lola Poleggi
Bol
C_Ska

Terminiamo la rassegna con un pezzo su marmo bianco. Opera a quattro mani.

Hogre e Doublewhy_y

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E dalla Casa delle Donne Lucha y Siesta è tutto; uno sguardo indietro.

e ora ci avviciniamo al cancello.

fra tigli, pini e alberi del rosario

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