Per luoghi misteriosi /127

Siamo finalmente arrivati alla fine di questo anno che difficilmente dimenticheremo. Molti, ma molti dettagli, resteranno impressi nella nostra mente; tra quelli tristi, che sono quasi la totalità, spiccherà il ricordo indelebile di una mostruosa pandemia che ci ha costretto a cambiare radicalmente le nostre abitudini e a rivedere il modo in cui rapportarsi anche con le persone a noi più vicine.

E questo anno lo chiudiamo in maniera sfolgorante, andando in visita in un posto abbandonato scoperto di recente, alla fine scoprirete di quale sito si tratta. Anche questa volta siamo entrati di soppiatto; dopo aver parcheggiato la nostra autovettura nel parcheggio di una nota catena alimentare, siamo nuovamente passati attraverso le sbarre mancanti di quel lungo cancello e abbiamo affrontato quella scala da brividi con le tavole di legno fradice che ci mostravano il vuoto che incombeva la sotto.

Ma siamo stati egregiamente ripagati in graffiti sonanti, come se fossero monete d’oro!

Iniziamo quindi la visita; e lo facciamo presentando un pezzo di una matricola del progetto “FotografiaErrante“; lui è Crez, ecco il suo pezzo!

Il secondo pezzo invece è di un veterano della nostra pagina; si tratta di Necos:

Ecco ora i due pezzi inseriti nelle loro pareti espositive.

Passiamo al terzo pezzo incontrato, un figurativo monocromatico; il volto di una ragazza felice!

Necos

Ed ora allarghiamo il campo e diamo una visione globale del sito espositivo.

la dislocazione dei tre pezzi appena visti.

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Andiamo ora nella parte opposta di questo immenso capannone industriale; dai pochi dettagli presenti, consistenti in grandi pannelli di cartongesso e compensato viene da pensare che quando questa fabbrica era attiva, con molta probabilità, vi si producessero fondali per cinema e teatro. Ma è solo una ipotesi! Così pensando siamo arrivati di fronte ai nuovi pezzi.

un esuberante Stone
un inconfondibile Hero

E lì vicino tre riscaldamenti!

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Il terzo step lo facciamo in un salone defilato; qui troviamo un pezzo doppio che copre tutta la parete. Un elaboratissimo esercizio calligrafico in bianco e nero, sorretto da ragnatele galleggia in un universo dove si scatenano lampi gialli e verdi.

vediamo i due pezzi distintamente.

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La nostra visita è terminata. Non ci resta che abbandonare i sito, ma lo facciamo con la recondita speranza di tornarci presto, molto presto. E ora simbolicamente lasciamoci dietro questo “annus horribilis“, con la speranza che il 2021 ci riporti tutto ciò che quel maledetto “Covid21“ci ha tolto!

la porta del tempo!
ecco, è il momento di andare e ……..
……., l’ultimo chiuda la porta, ….. a chiave e la butti!!!!

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