Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /617

Chiudiamo l’ideale trilogia scaturita dagli ultimo tre murali al girono che si sono susseguiti in rapida successione questa settimana. Aggiungiamo al prematuramente scomparso poster di JBRock nelle vesti di Obey che inneggia a Geco e alla madonnella del cetriolo del sempre attento Ex Voto, una madonna di Beetroot apparsa recentemente all’Arco della Pace, Rione Ponte.

Beetroot, che realizza i suoi pezzi con una tecnica particolarissima, è riuscito a trovare il modo di realizzare i suoi pezzi anche in condizioni avverse quali l’estemporaneità e l’illegalità.

Andiamo a vederci il pezzo da lui realizzato.

Beetroot

Siamo proprio sotto l’Arco della Pace, nei pressi del famoso Chiostro del Bramante.

Mentre eravamo lì, siamo saliti al bar del Chiostro, stimolati dal vocio che lì fosse in atto una mostra proprio di Beetroot. Era tutto vero; diamo quindi, in anteprima, ai frequentatori del progetto “FotografiaErrante” due pezzi colà esposti. Tutti e due, come vedrete, hanno a che fare con quello che è ritenuto universalmente il massimo esponente della moderna street art, il famoso Banksy (vedasi il Murale al Giorno 509 del 1 giugno 2019).

Il primo pezzo accosta l’enigmatico Narciso realizzato dal massimo esponente dell’arte Barocco-Rinascimentale, Michelangelo Merisi, più noto come “Il Caravaggio” al poliziotto che sniffa di Banksy.

Il secondo pezzo, una fanciulla che viene sommersa da fiori che le arrivano in volo, è idealmente colei che sta di fronte al “lanciatore di fiori” che Banksy ha ripetutamente esposto dal 2012 al 2014 sui muri prima di Londra, poi di Madrid.

Se vi siete incuriositi, non esitate, andate a vedervi la mostra.

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