A zonzo con Dante e Virgilio – 8

Oggi scendiamo di un Cerchio, il quinto, ma restiamo nello stesso canto il settimo; dopo aver incontrato gli Avari (e i Prodighi) magistralmente descritti dalla giovane artista Violetta Carpino), Dante e Virgilio, dopo aver attraversato il cerchio ed essere giunti nella parte opposta, vedono un ruscello dalle acque nere che si getta nella palude dello Stige. Qui nel fango sono immerse le anime degli iracondi; alcune sono completamente immerse nella palude e i loro lamenti si trasformano in gorgoglii che escono dalle acque putride.

che sotto l’acqua è gente che sospira, 
e fanno pullular quest’acqua al summo, 
come l’occhio ti dice, u’ che s’aggira.

E’ toccato a Gaia Kindo realizzare un pezzo che descrivesse gli iracondi; lei lo ha fatto in modo magistrale dipingendo la figura retorica di un cane, talmente adirato con il mondo, che riesce a mordersi la coda. Siamo in via del Forte Braschi.

Queste si percotean non pur con mano, 
ma con la testa e col petto e coi piedi, 
troncandosi co’ denti a brano a brano

Il viaggio nel quinto cerchio si sviluppa poi nel successivo Canto Ottavo che ora analizziamo. Qui viene dettagliatamente descritta la palude Stigia e appare un altro traghettatore, tal Flegias, che li conduce alla città di Dite. Celebre la dissertazione di Virgilio contro gli uomini alteri, che in vita si credono grandi re e all’Inferno finiranno come porci nel fango.

Quanti si tegnon or là sù gran regi 
che qui staranno come porci in brago, 
di sé lasciando orribili dispregi!

il girotondo dei passanti

Il Canto si chiude con un tentativo fallito di entrare nella città di Dite poiché i diavoli che la abitano non vogliono aver nulla a che fare con un “non morto” e si ritirano dentro le mura della città sbarrandone le porte.

Chiuser le porte que’ nostri avversari 
nel petto al mio segnor, che fuor rimase, 
e rivolsesi a me con passi rari. 

E ora un curioso incontro; un giovane con addosso una maglietta opera d’arte; un dipinto realizzato a mano di un personaggio della fantasia fumettistica prima e cinematografica poi. Se Dante avesse potuto farne la conoscenza, lo avrebbe proprio messo nel quinto Cerchio, quello degli iracondi, vicino a Filippo Argenti.

Joker, l’iracondo

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