A zonzo con Dante e Virgilio – 12

Dopo la sosta sul bordo esterno del sesto cerchio, finalmente Dante e Virgilio fanno il passo ed entrano nel settimo cerchio; qui siamo al salto di qualità, i dannati che incontreranno d’ora in poi hanno tutti commesso peccati imperdonabili. E di peccati brutti ce ne sono proprio tanti; solo nel settimo cerchio sosteremo per ben sei canti. Il primo street artist che ha l’onore di narrare artisticamente il primo girone di questo settimo cerchio è Olives. La sua campana sta in via Mattia Battistini, all’incrocio con via del Forte Braschi.

Dante e Virgilio intanto scendono al settimo cerchio; incontrano subito un adirato Minotauro che scambia Dante per Teseo.

Lo savio mio inver’ lui gridò: «Forse 
tu credi che qui
sia ’l duca d’Atene, 
che sù nel mondo la morte ti porse?  

Il Minotauro, accertato che nessuno dei due viaggiatori fosse il suo uccisore, si ritira con la coda fra le gambe

Qual è quel toro che si slaccia in quella 
c’ha ricevuto già ’l colpo mortale, 
che gir non sa, ma qua e là saltella,
vid’io lo Minotauro far cotale

Ed ecco il pezzo di Olives ormai completato. E il caso di fare proprio il giro intorno alla campana.

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Dante e Virgilio incontrano un personaggio di cui tengo molto parlare; lui è il Centauro Chirone. E’ il capo dei Centauri e si accorda con Virgilio per far prendere in groppa a uno dei suoi compagni di pena il sommo poeta così da potergli far attraversare senza rischi il Flagetonte, fiume di sangue bollente.

Ma per quella virtù per cu’ io movo 
li passi miei per sì selvaggia strada, 
danne un de’ tuoi, a cui noi siamo a provo

Si narra che il Centauro Chirone, già famoso per essere stato il precettore di Achille, rimasto ferito in non so quale occasione nefasta, giungesse in un piccolo paese posto sulle pendici dei Monti Ernici. Quel paese, che risponde al nome di Collepardo, era già a quei tempi conosciuto perché, nel suo territorio, che sale da 500 metri fino ai 1750 della Rotonaria, montagna spaccata con uno strapiombo di circa 1000 metri, vi germogliano quasi 1.800 specie vegetali (questa ricchezza botanica è unica al mondo), la maggioranza delle quali fanno bene al corpo e alla mente. Qui Chirone si curò la ferita con le erbe e riprese presto vitalità. Rimasto a vivere in questo meraviglioso territorio, oggi conosciuto col nome di “Orto del Centauro“, Chirone, scopri tutti i segreti curativi (e non solo) delle erbe. Fu allora, e a Collepardo, che per volere di Apollo gli venne affidato il proprio figlio Esculapio perché lo educasse e gli insegnasse l’uso sapiente delle erbe medicinali, nonché l’arte medica e chirurgica, quest’ultima da lui già conosciuta per le sue origini divine; era infatti figlio della divinità preolimpica Crono. Per completezza dell’informazione, dobbiamo dire che Crono, per conquistare la bellissima Filira, figlia di Oceano e Teti, si trasformò in cavallo e riuscì a concupirla. Ecco perché Chirone, il figlio nato da quella relazione, è un centauro, mezzo uomo e mezzo cavallo.

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ops!
dovere di cittadina

Breve aggiornamento Dantesco. Il Centauro minore Nesso, su incarico di Chirone, conduce Dante e Virgilio lungo il Flagetonte e incontriamo i Tiranni che stanno immersi sino alla gola nel sangue bollente. Dante ne riconosce più di uno. Il canto si conclude con l’arrivo dei due sull’altra sponda del Flegetonte e con l’addio al Centauro Nesso.

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