A zonzo con Dante e Virgilio – 13

Tocca a Lola Poleggi il compito di descrivere sulla Campana che sta in via Mattia Battistini, vicino al civico 190, il secondo girone del settimo cerchio dell’Inferno Dantesco. Ricordiamo che in questa parte del profondo inferno sono rinchiusi a scontare la loro pena eterna i violenti, visti sotto una miriade di sfaccettature. Qui incontriamo i violenti contro se stessi, i suicidi. Ma ci stanno anche degli esseri molto particolari; esseri volanti con grandi ali, volti umani, e zampe artigliate; si tratta delle arpie, che nidificano tra gli alberi di una boscaglia aspra, dove gli alberi hanno i rami lisci ma contorti, il fogliame scuro e al posto dei frutti ci sono spine velenose.

Non fronda verde, ma di color fosco; 
non rami schietti, ma nodosi e ’nvolti; 
non pomi v’eran, ma stecchi con tòsco: 

Quivi le brutte Arpie lor nidi fanno, 
che cacciar de le Strofade i Troiani 
con tristo annunzio di futuro danno.

Ecco, Lola si è concentrata proprio su questi esseri misteriosi. Nelle quattro immagini che seguono vedremo la campana prima dell’intervento e poi come, pian piano, si riempie di colori.

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Dante e Virgilio intanto arrivano a contato con i Suicidi; le loro anime stanno dentro quei famosi alberi con le foglie scure e le spine velenose al posto dei frutti; uno fra tutti è Pier della Vigna, consigliere facoltoso di Federico II di Svevia che si uccise perché accusato di tradimento dai cortigiani invidiosi.

Io son colui che tenni ambo le chiavi 
del cor di Federigo, e che le volsi, 
serrando e diserrando, sì soavi,  

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Come abbiamo anche accennato in precedenti articoli, la fase realizzativa del progetto GAU Dante700 è stata funestata da un clima infernale anch’esso; per diversi giorni consecutivi, circa una decina, non ha mai smesso di piovere. Nei pochi istanti di tregua, noi, diligentemente, ci siamo recati sul posto per vedere se Lola avesse portato a termine il suo lavoro; anche in caso negativo abbiamo comunque registrato ottime immagini ambientali.

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E finalmente venne il giorno in cui trovammo l’opera di Lola Poleggi terminata, coloratissima, in tutta la sua magnificenza ora la vediamo da due lati opposti.

la faccia lato strada
la faccia lato ciclabile/marciapiede

E ora gustiamoci questo splendido pezzo ripreso in una limpida giornata di metà novembre quando il sole si trovava sulla via del tramonto e la gente si godeva la strada ancora non attanagliata dal freddo.

nitidezza e dissolvenza

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