Per luoghi misteriosi /133

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Oggi cade un altro tabù temporale; torniamo dopo 11 mesi in un luogo misterioso, un casale abbandonato della sconfinata campagna romana, il famoso Agro romano che, prima della globalizzazione, riforniva le risorse alimentari a una città di circa due milioni di abitanti, stiamo parlando della Rona anni ’70 del secolo scorso.

Si tratta di un casale una volta abitato da una famiglia sicuramente fortunata; tutti lavoravano da matti, ma vivevano in un posto (casale e terra) meraviglioso. e quella bellezza che una volta avvolgeva questo posto, noi l’abbiamo vista anche oggi, quando spinti da una vocina complice, ci siamo presentati sul posto, di prima mattina, perfettamente organizzati con mezzi da ripresa.

Beh, che ne dite?

Avviciniamoci al casale e andiamo a cercare un ingresso verso il lato ovest, dove c’è la stalla; abbiamo saputo che lì dovremmo trovare qualcosa.

ecco!

Ci sono due personaggi che sembra vogliano entrare.

due personaggi indefiniti che cercano di entrare

Intanto in basso, leggiamo il nome di chi ha realizzato i pezzi che vediamo. Si tratta di “Molecole“, un piccolo collettivo, tutto femminile, che (anticipando gli eventi) abbiamo già incontrato nel corso della nostra capillare partecipazione al progetto GAU Dante. Per quel progetto culturale loro hanno affrescato due campane, quelle che interpretano i canti 28 e 29 dell’Inferno Dantesco, dove si tratta dei seminatori d’odio.

Prima di entrare, vediamoci questi due personaggi.

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Riprendiamo posizione e aguzziamo la vista.

Ecco, ora si vede meglio; dentro si intravede un altro pezzo; avviciniamoci.

qualche poltrona sgarrupata, siamo in una vecchia stalla, a sinistra la mangiatoia
un secondo pezzo di “Molecole“; un muro nella sconfinata campagna romana
l’ambiente espositivo

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La nostra visita è finita; ma la nostra curiosità non è appagata; facciamo un giro; troviamo subito prima un locale privo di parete esterna, dove una volta probabilmente si rimettevano mezzi e attrezzi agricoli; ora è diventato tristemente una discarica ben organizzata.

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Giriamo l’angolo e arriviamo al lato abitazione; spicca sulla parete la madonna protettrice; la porta di sinistra è aperta. Entriamo e con nostra somma sorpresa troviamo un letto rifatto, in un ambiente lindo e pinto. Chissà chi ne fa uso!?

A questo punto, la visita è proprio finita. Torniamo sui nostri passi; prima di lasciare il sito, un ultimo sguardo!

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