A zonzo con Dante e Virgilio – 18

Fatto giro di boa e pausa natalizia, ritorniamo a interessarci dell’Inferno Dantesco. Ricordiamo che siamo arrivati al bordo del settimo cerchio, terzo girone, in groppa di Gerione.

In questo luogo, de la schiena scossi 
di Gerion, trovammoci; e ’l poeta 
tenne a sinistra, e io dietro mi mossi.

Si entra ufficialmente nell’ottavo Cerchio, dove ci sono le Malebolgie, dieci fossati concentrici a un buco comune, oscuro, che porta giù, molto giù.

Quel cinghio che rimane adunque è tondo 
tra ’l po
zzo e ’l piè de l’alta ripa dura, 
e ha distinto in dieci valli il fondo. 
  

Chi ha letto Dante con attenzione sa che siamo al penultimo cerchio dell’Inferno e nell’ultimo ci sta il male assoluto. Dobbiamo quindi ritenere, e a ragione, che in queste bolge sono distribuiti i peccatori più infimi, e più si scende e più i peccati si fanno sempre più gravi.

La prima bolgia accoglie ruffiani e seduttori; il compito di descriverli è toccato a Nina, la “lady di ferro” della street art romana. Di lei abbiamo trattato abbondantemente nel progetto culturale di “FotografiaErrante“; è sufficiente che clicchiate sul suo nome nella voce artisti di questo Blog e vi troverete almeno 50 articoli che parlano di lei e dei suoi pezzi!

I’ fui colui che la Ghisolabella 
condussi a far la voglia del marchese, 
come che suoni la sconcia novella. 

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Particolare attenzione dobbiamo dedicare al sito ove sosta la campana che Nina dovrà affrescare; il suo compito sarà molto arduo.

No, non siamo a Malagrotta, ma in via Mattia Battistini, altezza civico 7

Così parlando il percosse un demonio 
de la sua scuriada, e disse: «Via, 
ruffian! qui non son femmine da conio».

Seguono altre immagini del sito e dell’intervento straordinario AMA per ristabilire un minimo di decoro urbano!

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Pizzichiamo Nina, siamo all’ormai lontano 20 ottobre scorso, intenta a realizzare il suo pezzo. Chi più adulatore e ruffiano di una serpe?

siamo agli ultimi ritocchi
passaggio frettoloso in ambiente bonificato

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Descrizione perfetta di un ruffiano adulatore:

Ed elli allor, battendosi la zucca: 
«Qua giù m’hanno sommerso le lusinghe 
ond’io non ebbi mai la lingua stucca». 

parafrasi:
E allora lui, colpendosi la testa, disse: «Mi hanno sommerso quaggiù
le lusinghe di cui la mia lingua non fu mai stanca».

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Ed eccoci al pezzo finito: Ottimo il lavoro di Lady Nina, qui di seguito in due scatti opposti!

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