A zonzo con Dante e Virgilio – 20

Ops, siamo rimasti indietro, troppo! Dante e Virgilio stanno un pezzo avanti, queste feste ci hanno sfiancato, dobbiamo raggiungerli. Oggi, rispolverando la Cantica dell’Inferno, parleremo di maghi, indovini, truffatori e barattieri, metteremo mano a tre canti e potremo riacciuffare i due visitatori che si trovano ora all’incirca lungo l’argine della V Bolgia delle Malebolge, sempre ottavo cerchio. Ci vedremo quindi tre interpretazioni artistiche su altrettante campane, situate tutti lungo la salita di via di Boccea, da via Bra a largo Gregorio XIII.

Iniziamo con la IV Bolgia; qui scontano la propria punizione coloro che in vita si spacciarono per indovini carpendo la buona fede dei viventi.

Come ’l viso mi scese in lor più basso, 
mirabilmente apparve esser travolto 
ciascun tra ’l mento e ’l principio del casso

Di loro ci parla Nemea, misterioso street artist romano che spesso osa contrapporsi alla falsa pubblicità che invade i muri delle nostre città.

I dannati avanzano con passo pesante, tacciono e piangono versando fiumi di lacrime; essi sono costretti a camminare a ritroso con il viso completamente rivoltato all’indietro per poter vedere dove vanno. Anche Dante, sconvolto alla vista di tanta sofferenza, si unisce al pianto.

Intanto l’opera è conclusa.

lato strada

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Passiamo al XXI canto. Dante e Virgilio, scortati dai dieci diavoli delle Malebranche, arrivano alla V Bolgia; qui ci stanno i Truffatori e i Barattieri, che passano la loro esistenza eterna immersi nella pece bollente.

Uno dei due qui sopra dovrebbe essere Warky il famoso street artist che abbiamo già conosciuto, attraverso i suoi pezzi, dentro il CSOA “Alexis” centro di aggregazione sociale dell’Ostiense, ahinoi sgomberato con la forza ormai da quattro anni.

Dante e Virgilio, sempre scortati dai dieci diavoli, si intrattengono con i Barattieri che, anche qui nelle pene eterne, non smettono di fare ciò che avevano fatto in vita, barattare tutto. Uno dei diavoli accompagnatori, i Malebranche, che si chiama Alichino, un capetto da queste parti, dotato di ali di pipistrello, viene magistralmente rappresentato da Warky sulla faccia nobile della campana che si affaccia lato strada.

Siamo in un tratto di strada pochissimo frequentato da pedoni; tutti ciò che abbiamo visto nel corso della nostra visita è solo un continuo andirivieni di veicoli frettolosi, anche se qualcuno si accorge comunque del pezzo realizzato da Warky; qualcun altro, invece, preferisce guardare noi.

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Segue la visita ai Barattieri; finalmente raggiungiamo Dante e Virgilio che si intrattengono sull’argine della V Bolgia; assistiamo a una scena cui sono dediti i dieci diavoli dei Malebranche, fatta di immersioni nella pece bollente di Alichino che si imbratta di pece tuffandosi nel fiume bollente, non riuscendo però ad afferrare il dannato come il falcone non riesce a ghermire l’anatra che si immerge sott’acqua.

Ma poco i valse: ché l’ali al sospetto 
non potero avanzar: quelli andò sotto, 
e quei drizzò volando suso il petto: 
non altrimenti l’anitra di botto, 
quando ’l falcon s’appressa, giù s’attuffa, 
ed ei ritorna sù crucciato e rotto.   
 

Il compito di affrescare questa campana è stato affidato al collettivo Karma Factory (vedasi “Le campane di Torpignattara/2 del 15/11/2019).

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