A zonzo con Dante e Virgilio – 31

L’ultimo appuntamento di questa nostra lunga passeggiata con Dante e Virgilio attraverso l’Inferno, lo abbiamo con Gojo, uno degli street artist più significativi del vasto orizzonte romano. Conoscere la sua arte e le sue capacità di associare la sua vis pittorica di strada alla storia nebulosa delle origini di Roma, non è difficile; basta digitare il suo nome nella ricerca “artisti” del progetto “FotografiaErrante” per fare la conoscenza delle divinità etrusche (Roma Nord) e latine (Roma Sud) che popolavano ogni ruscello (marrana) ogni pascolo, ogni sorgente, per diradare tutte le nebbie.

A lui è toccato artisticamente arrivare nel fondo più profondo del nono cerchio; e lui lo ha fatto presentando, per immagini, tre momenti topici del canto: Lucifero che si ciba di uomini, Dante e Virgilio aggrappati al pelo di Lucifero e finalmente i due che escono dalla “natural burella” e riescono finalmente a riveder le stelle.

la campana ante operam inserita nell’ambiente

«Ecco Dite», dicendo, «ed ecco il loco 
ove convien che di fortezza t’armi». 

Ecco alcuni scatti presi il giorno che Gojo si dedicò a realizzare il suo pezzo sulla campana.

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E ora una perla; abbiamo immortalato Gojo che, con maestria, realizzata i profili di Dante e Virgilio che passando per la natural burella escono a riveder le stelle.

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Vediamo ora la campana nella sua totalità. Gojo ha terminato il suo lavoro artistico.

Oh quanto parve a me gran maraviglia 
quand’io vidi tre facce a la sua testa! 
L’una dinanzi, e quella era vermiglia;
l’altr’eran due, che s’aggiugnieno a questa 
sovresso ’l mezzo di ciascuna spalla, 
e sé giugnieno al loco de la cresta: 
 

le tre facce in una sola testa, quella di Lucifero mangiator di uomini

“Lucifero maciulla in ognuna delle sue tre bocche un peccatore, provocando loro enorme sofferenza. Il dannato al centro non viene solo dilaniato dai denti del mostro, ma la sua schiena è graffiata dagli artigli e ne viene totalmente spellata. Virgilio spiega che il peccatore al centro è Giuda Iscariota, che ha la testa dentro la bocca e fa pendere le gambe di fuori; degli altri due, che hanno invece il capo rivolto verso il basso, quello che pende dalla faccia nera è Bruto, che si contorce e non dice nulla, mentre l’altro è Cassio, che sembra così robusto.”

A questo punto il maestro avverte Dante che è quasi notte e i due devono rimettersi in cammino, poiché ormai hanno visto tutto l’Inferno.

Lo duca e io per quel cammino ascoso 
intrammo a ritornar nel chiaro mondo; 
e sanza cura aver d’alcun riposo, 
salimmo sù, el primo e io secondo, 
tanto ch’i’ vidi de le cose belle 
che porta ’l ciel, per un pertugio tondo. 
 

E quindi uscimmo a riveder le stelle.

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