Subvertising (sovvertire la pubblicità) /1

Nell’era contemporanea la pubblicità nella sua veste di cartellone pubblicitario è parte del paesaggio urbano. Questo strumento è così radicato nell’ambiente e così familiare alla gente che colui che lo osserva è talmente indifeso dal diventarne vittima inconsapevole. Nei tempi attuali il prodotto che l’industria vuole vendere diventa, sul cartellone pubblicitario, di secondaria importanza; quel che conta è il voler far passare uno stereotipo di vita, una immagine del mondo non veritiera e il veicolo, guarda caso, è in maniera preponderante il corpo femminile.

Negli anni settanta del secolo scorso è nato, a San Francisco, il “Billboard Liberation Front” (Fronte di Liberazione del Cartellone/Manifesto), movimento  artistico di avanguardia che si contrappone allo strapotere della pubblicità praticando sabotaggio culturale attraverso l’alterazione di cartelloni/manifesti pubblicitari, cambiando parole chiave al fine di modificarne radicalmente il messaggio, spesso in senso anti-aziendale.

Premesso quanto sopra, di recente è calata nella nostra città dal Nord Europa, l'”Agenzia di Subvertising“, un gruppo agguerritissimo di artisti che si rifanno a un primordiale concetto anarchico individualista. Loro muse ispiratrici sono Stirner, Guy de Borde e Simone di Beauvoir. Il frutto dei loro intelligentissimi lavori lo abbiamo trovato, e speriamo di trovarlo ancora in futuro, negli spazi pubblicitari delle pensiline delle fermate dei mezzi di trasporto pubblico della nostra città. Per ora sono state privilegiate le fermate delle linee tramviarie di via Prenestina e Centocelle (primo raid) e di viale Tratevere (seconda uscita). Ah, dimenticavamo di dire che le fila di questo progetto vengono tessute da una nostra vecchia conoscenza, che inconsapevolmente, ormai anni fa, accese la miccia del progetto di “FotografiaErrante”; stiamo parlando di Hogre (vedasi Murale al Giorno (1) del 1 luglio 2014). Ma andiamo per Ordine  prima di andare a visitare le fermate della linea 19 quando si stacca da via Prenestina ed entra a Centocelle, rechiamoci in laboratorio, dove mani esperte e sapienti stanno lavorando alla manipolazione di alcuni manifesti pubblicitari.

Mani

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la modella di Benetton rivela rapidamente l’aspetto conferitole dal pesante intervento dei pubblicitari mediante photoshop, che è quello di un essere alieno dalle vaghe sembianze umane

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Intimissimi diventa “Fintissimi”

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Calzedonia si trasforma in “Macedonia”

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Dolce e Gabbana si rivela come “Dolce Gas – divise blu”

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Appuntamento a domani, si va a zonzo!

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